Diplomati magistrale, Malpezzi (PD): GaE non si riaprono. Anief: così non si risolverà problema precariato

di redazione
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comunicato Anief – Non si risolve la questione del precariato, eliminando le graduatorie ad esaurimento, quando i precari sono chiamati dalle graduatorie d’istituto, in base alla scelta fortunata delle venti scuole, e non potranno essere mai assunti. La stessa fase transitoria prevista soltanto per le superiori è finalizzata a creare nuove graduatorie ad esaurimento regionali, non certo ad assumere le laureate in Scienze della formazione primaria o a evitare il licenziamento di 6 mila maestre già assunte a tempo indeterminato o a garantire la chiamata degli attuali 50 mila supplenti.

Le dichiarazioni rese dalla responsabile scuola del PD – che riporta la ferma decisione del Partito Democratico di continuare a tenere blindate le Graduatorie ad Esaurimento, nonostante scioperi, manifestazioni, ricorsi – confermano l’indirizzo politico che ha portato lo scorso dicembre alla sorprendente sentenza n.11/2017 del 20 dicembre 2017 del Consiglio di Stato in adunanza plenaria, con cui il massimo organo della giustizia amministrativa ha stravolto il giudicato formatosi con altre sette sentenze.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “non si comprende per quale motivo il Partito Democratico perseveri su questa linea, contraddicendo la politica di apertura delle Gae a tutto il personale abilitato sostenuta nella precedente legislatura. Nella XVI, infatti, ben due volte le GaE sono state aperte ai docenti abilitati precari, prima con la Legge 30 ottobre 2008, n. 169 e poi con la Legge 24 febbraio 2012, n. 14 grazie a due emendamenti presentati dai democratici e suggeriti dall’Anief. Proprio a seguito di queste riaperture, nel 2012, era stata presentata una risoluzione a firma dell’attuale capogruppo in VII Commissione, on. Coscia, che chiedeva di garantire la parità di trattamento nell’assunzione delle laureate in SFP e delle diplomate magistrale”.

L’Anief, che aveva già riscontrato la mancanza di volontà a trovare una soluzione politica immediata nel territorio italiano, per questi motivi ha già presentato un reclamo collettivo al Consiglio d’Europa, finalizzato a riportare il rispetto del diritto all’assunzione delle maestre precarie italiane, e ha organizzato scioperi e manifestazioni che si concluderanno con l’inizio della nuova legislatura: il 23 marzo a Roma, davanti al Parlamento, nel giorno dell’insediamento delle nuove Camere. Una data importante, su cui stanno confluendo anche altre associazioni e organizzazioni sindacali.

5 febbraio 2018

Ufficio Stampa Anief

Malpezzi: docenti Scienze Formazione meritano il ruolo, non chiudiamo ai diplomati magistrale ma non ha senso riaprire le GaE

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