Diplomati magistrale: la loro vicenda all’attenzione dell’Europa. Interrogazione M5S

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Valeria Bruccola, Coordinatrice Nazionale Adida –  Come è noto, le recenti Ordinanze e sentenze emesse dalla giustizia amministrativa stanno portando a riequilibrare quanto subito dai docenti di scuola primaria diplomati magistrali che per anni sono stati parcheggiati nella III fascia delle Graduatorie d'Istituto, senza alcuna possibilità di veder riconosciuto il loro titolo di studi ai fini della stabilizzazione e senza concorsi ordinari per circa tredici anni.

Valeria Bruccola, Coordinatrice Nazionale Adida –  Come è noto, le recenti Ordinanze e sentenze emesse dalla giustizia amministrativa stanno portando a riequilibrare quanto subito dai docenti di scuola primaria diplomati magistrali che per anni sono stati parcheggiati nella III fascia delle Graduatorie d'Istituto, senza alcuna possibilità di veder riconosciuto il loro titolo di studi ai fini della stabilizzazione e senza concorsi ordinari per circa tredici anni.

Tuttavia, nonostante questa grave forma di disattenzione dell'Amministrazione sia stata subita da decine di migliaia di docenti o di aspiranti docenti, soltanto attraverso ricorsi amministrativi è stato ottenuto un parziale riconoscimento non da tutti ma soltanto dai ricorrenti, generando nuove discriminazioni che vanno contro la normativa comunitaria.

In ragione di questo, un gruppo di Europarlamentari del M5S ha accolto la richiesta di aiuto della categoria ed ha depositato una Interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione parlamentare competente per cercare di fare chiarezza e di ottenere il beneficio del rispetto di un diritto acquisito per tutti i diplomati magistrali entro il 2002.

L'Interrogazione è stata pubblicata alcuni giorni fa e adesso si attende la risposta.

Ovviamente, il testo cita la direttiva europea 2005/36/CE, da noi più volte richiamata per rivendicare parità di trattamento rispetto agli abilitati non italiani, per i quali sono state aperte persino le porte delle GAE, nel 2012.

Il MIUR, infatti ha dovuto sempre applicare tale normativa che obbliga l'Amministrazione al riconoscimento dei titoli professionali dei cittadini comunitari che ne hanno fatto richiesta.

Ma il MIUR ha sempre ignorato le richieste e le legittime aspettative dei docenti italiani in termini di formazione e di riconoscimento professionale, disattendendo tale direttiva a danno dei docenti italiani e alimentando una disparità inaccettabile rispetto ai colleghi europei.

Non meno importante, poi, è il richiamo alla direttiva 1999/70/CE, contro lo sfruttamento del precariato, subito in Italia dai docenti diplomati magistrali ma anche dalle migliaia di docenti abilitati che sono rimasti fuori dai piani assunzionali del Governo.

Attendiamo di conoscere le risposte che la Commissione darà al fine di capire, grazie anche all'aiuto degli Europarlamentari stessi firmatari dell'interrogazione, come utilizzare gli eventuali esiti di questo importante passaggio istituzionale.

Nei prossimi mesi, questo proficuo confronto proseguirà, al fine di cercare ed individuare una via utile a contrastare i disegni di un Governo che discrimina docenti abilitati in modo arbitrario, rispetto alla stabilizzazione, e che utilizza personale precario in possesso di titoli validi all'insegnamento senza scrupolo e senza prevedere per loro alcuna possibilità di migliorare la propria posizione lavorativa in un futuro prossimo.

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