Diplomati magistrale e Laureati SFP, vittime del legislatore. Attendiamo responso giudici. Lettera

di redazione
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Gentile redazione, scrivo queste righe perchè sono satura di tutte le diatribe in rete e sui giornali (pensiamo al dottor Stella assolutamente fuori da questa questione complessa) sul diritto dei Diplomati Magistrali di entrare in gae o meno, sperando di placare un po’ le polemiche e suscitare più umiltà in modo da attendere (il Campidoglio è già stato salvato ricordo) il responso dei Giudici che da tanti anni lavorano e studiano proprio per risolvere questa questione intricata.

 

Parto dalla mia storia perchè è esemplare per comprendere la questione accennata: sono una Diplomata Magistrale, ma anche una Laureata in filosofia e una Laureata in Scienze della Formazione Primaria, ho altri titoli per cui solo nel 2002 ho deciso di iniziare a lavorare nel mondo della scuola. Non è stato semplice in quanto si diceva (sindacati) che non avessi abilitazioni di sorta, per cui mi sono trasferita al Nord e ho accettato supplenze scomode in ogni ordine di scuola dalla terza fascia, con la delusione poi per mancanza di requisiti (10 giorni) di restare fuori dai corsi abilitanti del 2006, che poi sono stati soppressi privandoci noi supplenti di un diritto che fino a qualche anno prima c’era stato. Infine per modificare questo status di precaria apparentemente a vita, rincorrendo una abilitazione che avevo già, ma che nessun sindacato (tranne uno) diceva esserci e stufa di attendere invano un nuovo concorso (per 11 anni non ce ne sono stati più e già questo dimostra il vuoto legislativo), nel 2010 mi sono iscritta a Scienze della Formazione Primaria. Mi sono laureata e specializzata nel sostegno sempre lavorando, come tante altre diplomate che lavoravano con me e cercavano di raggiungere con quel titolo il ruolo, ma… miracolosamente nel 2013 ricompare il concorso, perdonatemi se non l’ho dato, una mancanza, vero, ma stavo già lavorando e studiando per un titolo che faceva accedere alle gae, e oltretutto avevo gravi problematiche in famiglia .

Bene mi sono laureata, ma nonostante il vecchio ordinamento, nonostante che abbia conseguito questo titolo prima o con altri, io non sono ammessa alle gae, gli altri sì perchè iscritti prima. Perchè io prima non lavoravo e non studiavo nel settore? Ma qualcuno al MIUR, non sappiamo perchè, ha deciso che le gae devono esaurirsi e restare chiuse, quindi i laureati con pari titoli ai precedenti non hanno più questo diritto e faranno non si sa cosa, forse un concorso se non cambia indirizzo di governo, in futuro. Di fronte queste prospettive e non vedendo altra via di assunzione, sentendomi pure presa in giro dal mio governo, ho provato ben due ricorsi, uno per sfp , perchè visto che ho un titolo equivalente agli inseriti in gae credevo di doverlo essere pure io, e l’altro per diplomata magistrale, perchè alla fine la laurea in sfp che ho preso, sebbene utilissima ad incrementare le mie competenze didattiche, potevo anche non prenderla visto che ero già abilitata e oltretutto avevo diritto in quanto abilitata a tutte le garanzie che sono state date agli abilitati in sfp.

Con questa storia cosa voglio dimostrare? Alla fine io come tanti precari della scuola siamo delle vittime di una legislazione scolastica non solo incoerente, ma addirittura dannosa fatta negli ultimi 20 anni, e di seguito spiegherò il motivo.

Si trasforma con La legge 124/99, le graduatorie provinciali in permanenti; mi chiedo a che profitto? Forse per avere in GAE personale altamente impreparato ad una situazione scolastica futura?

Analizziamo i dati: chi ha passato un concorso negli anni ottanta o negli anni anni novanta non potrà mai essere pronto ad affrontare una scuola futura a meno che non si aggiorni, o studi o lavori, perchè le normative scolastiche, le metodologie didattiche ( pensiamo solo alle competenze informatiche, linguistiche e interculturali che erano ignorate a fine secolo scorso, oggi imprescindibili per un docente, così come le conoscenza della didattica differenziata o di quella per competenza ) per cui chi ha “bivaccato” nelle gae per 20 anni senza supplenze o corsi di formazione, solo attendendo un ruolo non potrà mai essere preparato ad entrare nella scuola oggi completamente differente da quella legata al concorso superato.

Legge 53/2003 dà ai laureati in Sfp la possibilità di iscriversi in graduatoria, finalmente una legge giusta, perchè si tira dentro le gae gente preparata in inglese e in informatica, specificatamente formata. Soprattutto si tratta di docenti formati e selezionati da un percorso ben più serio di un concorso che va oltretutto a valutare anche le abilità pratiche attraverso il tirocinio . Però nel contempo si fa un grande torto ai diplomati che hanno un titolo equivalente a questi nuovi laureati, che restano relegati in terza fascia che si ritrovano in una realtà lavorativa ancora più difficoltosa, mentre continuano a sostenere la scuola con le supplenze e a formarsi sulle nuove normative e metodologie, acquisendo anche esperienza preziosa sul campo. Ritorno a me, che al tempo continuavo a lavorare e nel 2007 e nel 2008 ( avevo incarichi annuali) ho fatto pure da tutor e ho valutato future laureate in sfp che sono entrate in ruolo prima di me.

La legge 296/96 stabilisce la chiusura delle Gae, chi è in corso di studi nella facoltà di Scienze della Formazione Primaria potrà continuare ad entrare nelle gae, gli altri no. Bene, mi chiedo con che diritto si chiudano le GAE? Chi ha lo stesso titolo dei colleghi entrati perchè ne deve stare fuori? La costituzione dice pari diritti a pari titoli, fai una legge tu Stato che dovresti tutelarmi nei diritti, che va proprio contro i miei diritti! Non mi fermo qui, perchè il torto non è stato fatto solo ai laureati in SFP , voglio ricordare anche i colleghi vincitori, o meglio che hanno superato gli ultimi due concorsi, che non sano stati inseriti, come chi protesta contro l’ingiustizia dei diplomati , nelle GAE : Perchè scusate costoro non hanno subito una palese ingiustizia rispetto a voi che siete in GAE da venti anni ?

Concludo poi con una riflessione ulteriore:i diplomati che si definiscono precari storici a pieno titolo in GAE come fanno ad essere superati nel punteggio dai diplomati magistrali, se non possono essere definiti precari storici ? Mi spiego meglio ritornando alla mia storia, io sono entrata in gae per ricorso, ho superato per punteggio gli altri diplomati. ma sono salita in graduatoria perchè avevo due lauree, e una specifica, la specializzazione sul sostegno, un master universitario e 15 anni di supplenze. Credo che alla fine se le diplomate inserite hanno punteggi più alti rispetto a chi è stato in gae da 20 anni, un motivo di titoli o di esperienza lo giustificherà o no? Chi per migliorare il proprio stato si è formato o ha lavorato avrà il diritto di precedenza nell’assunzione su chi non ha fatto niente per accrescere le sue competenze oppure vogliamo calpestare anche questo diritto?

Concludo dicendo che rispetto profondamente i diritti acquisiti dei diplomati storici in gae, ma credo che ingiustizie in questi anni siano stati fatte a tutti . Pensiamo poi a chi è stato assunto da gae e trasferito altrove e a chi poi non lo è stato avendo pure un punteggio inferiore. Questo ci deve far comprendere come chi ci ha governato fino ad oggi abbia fatto molti errori calpestando i diritti dei suoi lavoratori.

A questo punto molto amareggiata dalla mia vita e situazione lavorativa, faccio davvero appello ai Giudici perchè possano loro ristabilire con equità il bene tolto a tutti e ai legislatori perchè prima di fare nuovi leggi pensino ai diritti delle persone che le devono subire.

Distinti Saluti

Salvietti Anna

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