Diplomati magistrale. La Posta del Cuore, con i disegni dei bambini per sostenere le maestre

di redazione
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La Posta del Cuore. Succede un giorno alla scuola primaria Carlo Goldoni di Martellago che le maestre scioperano, sciopera la maestra di mia figlia che lascia un volantino di spiegazioni, ci spiega che é a Roma per protestare contro la sentenza emanata dal Consiglio di Stato il cui risultato sarà quello di licenziare a fine anno scolastico tutti i docenti in possesso di solo diploma magistrale.

Tra questi docenti c’è anche lei, la nostra maestra Mariagrazia,una delle maestra che mia figlia adora.

Sono Manuela Marassi e sono disgustata da questa sentenza e lo sono anche le altre mamme della mia classe e altre dell’istituto. Cosa possiamo fare per sostenere le nostre maestre? Cosa possiamo fare per garantire ai nostri figli la continuità didattica? Ci troviamo fuori dalla scuola, parliamo e ci confrontiamo e decidiamo di creare un gruppo Facebook e un gruppo Whatsapp per raggiungere altri genitori interessati da questa sentenza. Ok, non basta… cos’altro?

Contattiamo il Comitato Genitori e l’Associazione Genitori di Martellago. Scriviamo ai giornalisti…ancora di più! Dobbiamo farci sentire.

Pensiamo di mandare tantissime lettere al MIUR, anzi… decidiamo di inviare i disegni dei nostri figli e così ci siamo confrontate e coordinate ed abbiamo perfezionato il tiro, creando una carta intestata, firmando con nome e cognome le buste ed abbiamo dato il via alla “Posta del cuore”.

Noi genitori ci siamo mobilitati spontaneamente per difendere i diritti anche dei nostri figli. Ci siamo organizzati convinti che schierandoci a fianco degli insegnanti si rafforzerà la protesta verso un sistema che sta sperimentando sulla pelle e sul destino di bravi insegnanti e dei loro alunni. L’incertezza delle maestre è la stessa di noi genitori che non vogliamo si tocchi ciò che funziona.

Per anni il Ministero ha riconosciuto le competenze di questi maestri affidandogli il percorso scolastico e di vita dei nostri ragazzi. Ed ora?Vogliono dirci che non hanno sempre garantito il meglio ai nostri figli? Che si sono sbagliati? Noi ci mobilitiamo per una giustizia sociale che i nostri figli ancora non comprendono, stiamo insegnando loro, con questa vicenda, che se nella vita vogliono essere ascoltati e rispettati devono fare come recentemente ha proprio suggerito Papa Francesco: “GIOVANI… FATEVI SENTIRE!”

Nessun obbligo o strumentalizzazione, solo la volontà di non subire passivamente un’ ingiustizia per i nostri figli.

Siamo Manuela Marassi, Katia Marolda, Blerina Cela,Caterina Pinna, Valentina Bassi,Romina Loro,Laura Scarpa, Elena Tarozzo,Magdalena Siwiec e Geanina Tipel del Gruppo Genitori Veneto, ed appoggiamo la mobilitazione delle nostre maestre.

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