Diplomati magistrale, insegnanti rischiano di non avere supplenze lunghe dal 2019. Incubo 36 mesi di servizio

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Il titolo è provocatorio, ma la situazione delle graduatorie si è complicata di un ulteriore tassello dopo la sentenza negativa del Consiglio di Stato alla richiesta di inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento. Naturalmente il discorso interessa anche i laureati in Scienze della formazione primaria o gli iscritti in GaE che si troveranno nella stessa situazione.

La retrocessione nella II fascia delle graduatorie di istituto porta infatti con sé delle inevitabili conseguenze. Innanzitutto i numeri, dato che si parla di una platea di quasi 50.000 persone.

E quindi – se vogliamo parlare delle supplenze tout court – potrebbe esserci un rimescolamento nell’attribuzione, dato che incarichi fino ad oggi attribuiti da GaE e da I fascia di istituto (che hanno una diversa tabella di valutazione dei punteggi rispetto alla II fascia) potrebbero non andare agli stessi insegnanti, dato che nella II fascia ci sono anche i laureati in Scienze della formazione primaria. A questi ultimi, secondo quanto stabilito dalla Legge finanziaria 2018, spetterà tra l’altro un punteggio aggiuntivo. Graduatorie di istituto infanzia e primaria: i titoli abilitanti conseguiti all’Università avranno più punti . Dalla loro i diplomati magistrale potranno far valere il servizio di insegnamento.

36 MESI DI SERVIZIO SU POSTI VACANTI E DISPONIBILI

Ma c’è un’altra norma che preoccupa più di ogni altra cosa. Si tratta del comma 131 della Legge La Buona Scuola, quello che impedisce al precario che ha avuto 36 mesi di servizio anche non continuativo su posti vacanti e disponibili, di poter avere ulteriori supplenze su questa tipologia di posti.

Una norma fortemente voluta dal PD ad tempo della riforma. E sempre “sminuita” mettendo in campo il concorso, che – se bandito con regolaità – salva dalle supplenze e permette di non tener conto di quel comma così scomodo.

Ma per infanzia e primaria un percorso concorsuale ad oggi (e siamo nel 2018) non è stato ancora né pensato né proposto. Quindi dovrebbe esserci il tempo legislativo per la sua approvazione, i tempi tecnici per la sua realizzazione, i tempi fisiologici per il suo svolgimento.

Se si considera che il conteggio dei 3 anni è partito dal 1° settembre 2016, il risultato non fa sperare nulla di buono.

QUALI SUPPLENZE POSSIBILI

Ribadiamo – lo abbiamo già detto numerose altre volte – che la normativa riguarda le supplenze su posti vacanti e disponibili, non altre tipologie. Sì quindi alle supplenze al 30 giugno se regolarmente assegnate su posto non vacante e alle supplenze temporanee.

Ma la limitazione di un diritto non è mai positiva.

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