Diplomati magistrale, inizia anche per Bussetti il conto alla rovescia per trovare una soluzione

di Elisabetta Tonni
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Il 9 giugno per il neo ministro all’Istruzione, Marco Bussetti, potrebbe presentarsi già la prima grana. Non sarebbe l’unica, ma è sicuramente la più urgente. Non a caso è quella caldeggiata nel dossier di passaggio delle consegne lasciato dalla ministra Fedeli.

Diplomati magistrale

E’ sicuramente il nodo peggiore, più urgente e più conosciuto a tutti i parlamentari che si occupano dell’Istruzione. Circa 6.700 maestri e maestre rischiano il licenziamento, ovvero il passaggio negli elenchi di II fascia per effetto della sentenza plenaria del Consiglio di Stato che non ritiene più abilitante il solo diploma magistrale conseguito entro il 2002. Oltretutto la situazione presenta ulteriori diseguaglianze al suo interno, perché tale ‘retrocessione’ non sarà applicata ai docenti che hanno vinto il ricorso e sono forti di una sentenza di merito passata in giudicato.

Le proteste dei diplomati magistrali sono iniziate già nello scorso gennaio, quando erano scesi in piazza, sulla scalinata del Miur, per chiedere una soluzione politica, ma sperando anche che il parere dell’avvocatura dello Stato potesse in qualche modo portare a una soluzione.

Le proteste messe in atto dai diplomati magistrale

Dopo il nulla di fatto, le proteste sono poi proseguite con uno sciopero della fame e con rivendicazioni precise. Il coordinamento dei diplomati magistrali temeva anche una data precisa che ora si sta avvicinando: il 9 giugno. Come già scritto su Orizzonte Scuola, “Gli attuali governanti, in virtù dei poteri di legge costituzionale, avrebbero potuto risolvere la nostra problematica considerando che l’anno scolastico termina il 9 giugno. Ora, qualora e se, entro il 9 giugno non vi sarà una risposta politica, ci riserviamo di annunciare una grande mobilitazione ad oltranza e ulteriori iniziative di disobbedienza civile“.

Anzi, hanno organizzato uno sciopero della fame e stilato un calendario vero e proprio di proteste, alcune all’interno dei collegi di docenti, altri a livello territoriale, altre ancora a livello nazionale, come il presidio davanti a Montecitorio durante l’estate. Il 2 giugno alcune docenti del coordinamento si sono rivolte direttamente a Beppe Grillo. Il Contratto di Governo prevede infatti che “Particolare attenzione dovrà essere posta al problema delle maestre diplomate”.

Le possibili soluzioni

Fra le possibili soluzioni di cui si parla c’è l’ipotesi dell’apertura delle graduatorie ad esaurimento con ingresso, per soluzione politica, delle diplomate nelle liste per le supplenze e assunzioni. Un’altra soluzione consisterebbe nell’avvio di un concorso riservato, sulla falsa riga di quanto sta accadendo per i precari iscritti in seconda fascia delle graduatorie d’istituto con relativa costituzione di una graduatoria per le assunzioni.

Da giovedì prossimo anche al Miur si comincerà sul serio. Una volta ottenuta la fiducia in Senato e alla Camera, il Governo entrerà nel pieno delle sue funzioni. Il ministro Marco Bussetti dovrà decidere se agire con un provvedimento dell’esecutivo (decreto legge) oppure rinviare la questione al Parlamento, dove i tempi sono per iter istituzionale più lunghi. Oltretutto ad agosto è prevista la chiusura delle due Camere per la pausa estiva. Ma a quel punto per i diplomati magistrale, considerata la riapertura dell’anno scolastico, potrebbe essere già tardi.

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