Diplomati magistrale in ruolo con riserva: svolgono anno di prova ma possono essere licenziati

di redazione
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I diplomati magistrale assunti in ruolo con riserva possono concludere il loro anno di prova (alcuni Dirigenti Scolastici infatti nell’incertezza hanno rinviato a fine agosto il colloquio dinanzi al comitato di valutazione), purché nel decreto si faccia riferimento alla risoluzione del rapporto di lavoro in caso di esito sfavorevole al docente nel merito del ricorso.

La nota del Miur per i diplomati magistrale assunti con riserva

Con apposita nota del 10 luglio scorso il Miur ha inviato agli Uffici scolastici un chiarimento sulla valutazione delle attività relative al periodo di formazione e prova per i docenti della scuola di infanzia e primaria assunti dalle GaE con riserva e il cui destino è legato al Parere espresso dall’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato il 20 dicembre 2017, che ha negato l’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento.

L’Avvocatura – si legge nella nota – ha ritenuto che “si può procedere con la valutazione del periodo di prova del personale di cui sopra, diplomato magistrale, assunto a tempo indeterminato, con l’avvertenza che si faccia espressa riserva di risoluzione del rapporto lavorativo in caso di esito sfavorevole per il docente del giudizio pendente.

In tal caso, rimangono salvi, ai sensi dell’art. 2126 c.c., “tutti i diritti medio tempore maturati dal lavoratore ma, in assenza dei corretti presupposti per il conferimento del!’incarico, non è comprimibile il potere del!’Amministrazione di intervenire sul rapporto risolvendolo” (Cass. Sez. lavo 30/9/2013 n. 22320)”.

Con la nota il Miur ha voluto uniformare il comportamento sia degli Uffici Scolastici che delle singole scuole.

Il licenziamento

Il licenziamento (risoluzione del rapporto) potrà scattare nei termini indicati dall’art. 4 del decreto Dignità, che da giovedì sarà discusso in Aula. Le amministrazioni avranno 120 giorni di tempo per dare esecuzione ai provvedimenti. Numerosi gli emendamenti presentati per risolvere le problematiche ancora aperte, non solo per l’a.s. 2018/19 ma anche per il reclutamento dei docenti di infanzia e primaria.

La nota

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