Diplomati magistrale, impossibilità d’ingresso in GaE dovuta a circostanze fortuite. Lettera

di redazione
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Inviato da Maria Bernardo – C’è una categoria bistrattata da anni. Anni che sono diventati decenni con la conseguenza di diventare obsoleta.

Fino a venti anni fa il Diploma Magistrale era l’unico titolo per poter insegnare. Percorso obbligatorio e unico per essere MAESTRA. Abusi di potere hanno occultato il titolo di studio fino a renderlo oggi “fuori moda”.

Fra tanti Diplomati Magistrale ci sono coloro che pur non avendo mai abbandonato il loro interesse all’insegnamento, vivendo la fase della conclusione di questo percorso di studi, sono stati esclusi da ogni possibilità di accedere alle Graduatorie ad Esaurimento.

I diplomati degli ultimi due cicli sono stati condannati all’oblio. Oggi nelle gae troviamo molti colleghi con il solo Diploma Magistrale che hanno beneficiato dell’idoneità acquisita con il concorso del 1999 e tanti altri che nel 2005 hanno goduto dei corsi abilitanti istituiti con il DM85/2005.

Coloro che hanno acquisito il diploma dall’anno scolastico 2000/2001 non hanno potuto godere di queste possibilità. Al concorso del ’99 non hanno potuto partecipare in quanto ancora privi del titolo di studi e per i corsi abilitanti non hanno potuto godere degli anni sufficienti per maturare i giorni di servizio previsti.

Dopo il diploma, in vista di cicli di studi quinquennali, molti sono stati impegnati con l’anno integrativo ed era impossibile maturare in contemporanea anche il servizio. Collocati INGIUSTAMENTE tra gli ultimi nella terza fascia delle graduatorie d’istituto sono stati impediti di maturare i 360 giorni di servizio richiesti entro giugno 2004. Costoro non hanno alcuna responsabilità, non hanno scelto di non cogliere queste possibilità, hanno solo la colpa di essere nati nell’anno sbagliato.

Molti di loro avevano anche avviato un percorso di studi universitario inaugurando la riforma universitaria 3+2. Nel 2005 qualcuno stava concludendo gli studi, qualcun altro stava preparando la tesi, erano a conoscenza di gran parte dei contenuti previsti dai suddetti corsi abilitanti ma sono stati ignorati.

Intanto nelle università prendeva sempre più piede il nascente corso di laurea in scienze della formazione primaria e molte diplomate magistrali laureate in scienze dell’educazione hanno preferito completare il loro percorso di studi con una specialistica affine all’insegnamento che a detta di tanti “consiglieri” avrebbe avuto valore abilitante. Purtroppo non è stato così. In teoria il concetto era più che giusto. Corsi seguiti fianco a fianco alle colleghe iscritte al corso di laurea in scienze della formazione e addirittura alle colleghe dei corsi di specializzazione per il sostegno.

La Riforma Universitaria non ha dimostrato alcuna utilità e molto probabilmente dopo anni continua ad essere ignorata. Nelle tabelle di valutazione dei titoli le lauree specialistiche non hanno alcun riconoscimento. Il punteggio si ferma ai 3 punti previsti per la laurea triennale. Qualcuno dopo anni di studi e tanti sacrifici, ha stretto ancora di più i denti, una volta completato il percorso 3+2, con il riconoscimento di molti esami, ha intrapreso anche il percorso di Scienze della Formazione Primaria ma era troppo tardi, si era fortunati se si ci iscriveva entro il 2008.

Siamo arrivati ancora una volta troppo tardi!

Oggi dopo tanti anni di studio siamo i maestri senza laurea. Siamo quelli che non hanno manifestato nessun interesse per insegnare, siamo quelli che hanno rispolverato il titolo.

Nessuna apertura per noi post 2000, per i vecchi laureati in Pedagogia, Scienze dell’educazione, Scienze Pedagogiche e affini. Per noi le GAE non sono state mai riaperte, per i tanti cittadini italiani che dopo un breve viaggetto in Romania sono tornati in Italia con titolo equipollente al Diploma Magistrale, le GAE non sono mai state blindate.

Per di più i titoli appartenenti alla stessa Facoltà di Scienze della Formazione non vengono neanche menzionati per i corsi di specializzazione per il sostegno.

Viva la meritocrazia!

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