Diplomati magistrale. Il lapsus di Di Maio ,”laureate”

di redazione
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A notte fonda il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio in diretta su Facebook spiega i contenuti del decreto Dignità appena approvato dal Consiglio dei Ministri. 

Le “laureate magistrali”

Nell’annunciare il provvedimento che interessa la scuola, Di Maio parla di “laureate magistrali”, mentre il riferimento è alle maestre che con diploma magistrale conseguito hanno richiesto l’inserimento nelle Graduatorie ad esaurimento, da cui si attinge per il 50% dei ruoli annualmente disponibili, nonché per le supplenze al 31 agosto o 30 giugno.

Un gruppo di circa 50.000 docenti, stoppati dalla decisione negativa dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.

Un gruppo a cui si contrappongono altre categorie di docenti, in primis le laureate in Scienze della formazione primaria, che rivendicano il peso maggiore del titolo.

Il lapsus “laureate magistrali”, per illustrare un provvedimento che lascia l’amaro in bocca a tutte le componenti interessate (a dispetto di quanto aveva annunciato il Ministro, che invece rimanda al Parlamento una decisione più coraggiosa) è un altro capitolo di questa intricata vicenda della scuola italiana.

Il provvedimento nel Decreto Dignità

Viene esteso al caso dei diplomati magistrali quanto già previsto dal decreto legge 669/1996, che concede alle amministrazioni dello Stato di ottemperare all’esecuzione di provvedimenti giurisdizionali entro 120 giorni dalla data di comunicazione del titolo esecutivo.”

In pratica, la sentenza non è immediatamente esecutiva ma lo diventa entro 120 giorni, e verosimilmente nel caso dei diplomati magistrale l’ultimo giorno utile.

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