Diplomati magistrale in Graduatorie ad esaurimento: adesso tocca al Miur!

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Valeria Bruccola –  Oltre dieci giorni fa, è arrivata l'ennesima conferma da parte del Consiglio di Stato, l'affermazione del diritto, da parte dei 3000 docenti diplomati magistrali che hanno seguito la nostra associazione nella battaglia contro il mancato riconoscimento del valore abilitante del loro titolo e contro la conseguente esclusione dalle GAE, di essere inseriti in graduatoria e di poter essere nominati per ricoprire incarichi di docenza anche a tempo indeterminato, già a partire dall'anno scolastico in corso.

Valeria Bruccola –  Oltre dieci giorni fa, è arrivata l'ennesima conferma da parte del Consiglio di Stato, l'affermazione del diritto, da parte dei 3000 docenti diplomati magistrali che hanno seguito la nostra associazione nella battaglia contro il mancato riconoscimento del valore abilitante del loro titolo e contro la conseguente esclusione dalle GAE, di essere inseriti in graduatoria e di poter essere nominati per ricoprire incarichi di docenza anche a tempo indeterminato, già a partire dall'anno scolastico in corso.

Nonostante già da marzo fosse stato disposto l'inserimento dei ricorrenti nelle graduatorie ad esaurimento, il MIUR ha fatto orecchio da mercante, ignorando le Ordinanze emesse dal Tribunale e, cosa non meno grave, ha contribuito, con il suo silenzio, inaccettabile da parte di un'Amministrazione pubblica, a generare nuove disparità, sempre a danno dei docenti che prestano servizio sono alle sue dipendenze e stanno garantendo il regolare svolgimento del servizio scolastico statale nella scuola primaria.

In mancanza di disposizioni centrali, e solo grazie all'intraprendenza di alcuni uffici scolastici, soltanto una parte dei docenti è stata correttamente inserita nelle graduatorie ad esaurimento e nella I fascia d'istituto, così come disposto dal Consiglio di Stato. In molte province e in un gran numero di scuole regna sovrana l'improvvisazione che mai si risolve a vantaggio dei docenti.

Inoltre, nonostante gli ultimi inequivocabili chiarimenti della Magistratura, che stabilisce la possibilità di assumere anche incarichi a tempo indeterminato, qualora in posizione utile in graduatoria, di tanto in tanto arrivano scossoni per i nostri ricorrenti, come la risposta all'interrogazione parlamentare della Senatrice Blundo, priva di ogni riferimento alla realtà, o la richiesta di parere dell'Usr Toscana all'Avvocatura di Stato per “Problematiche applicative” nei confronti della gestione delle Ordinanze emesse a favore dei docenti.

Ogni scusa, ogni ritardo, ogni disfunzione, ogni inottemperanza, oggi è ingiustificabile, essendo stato chiarito, da parte del Consiglio di Stato che “ l’Amministrazione è tenuta a stipulare con gli appellanti contratti a tempo determinato nonché contratti a tempo indeterminato limitatamente ai posti eventualmente ancora disponibili in esito alle operazioni del […] piano straordinario”. Inoltre, “piena tutela ai ricorrenti, peraltro, sarà somministrata dall’anno scolastico successivo in poi” in quanto, sempre secondo il Consiglio di Stato, la natura della riserva non implica alcuna limitazione, visto il possesso del titolo valido all'insegnamento nella scuola primaria.

Saranno finite le incombenze che hanno impedito al MIUR di gestire correttamente e tempestivamente questa questione? Possibile che persone che hanno ottenuto una serie di provvedimenti siano ancora in attesa, dal mese di marzo, di un'adeguata risposta ai dispositivi di cui sono oggetto? Possibile che in questo Paese le sentenze siano carta straccia?

Riteniamo incresciosa questa situazione e ricordiamo al MIUR, qualora se ne fosse dimenticato, che alcuni ricorrenti, stremati dalle inutili richieste pacifiche di soluzione, hanno sporto querela nei confronti delle amministrazioni inadempienti. La misura è colma e i tempi abbondantemente maturi per risolvere in modo adeguato la questione.

Ogni ritardo ulteriore sarà secondo noi il frutto di una scelta deliberata che non potrà che comportare la ricerca di nuove misure atte a tutelare i diritti dei docenti ricorrenti.

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