Diplomati magistrale, “Governo del cambiamento” non crei una nuova massa di disoccupati. Lettera

di redazione
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inviato da Alessandro G. Calò – Buongiorno, premetto che sono un dipendente di un’azienda privata, mi occupo di sindacato da circa dieci anni, e mi trovo a seguire tutto ciò che riguarda il mondo del lavoro spaziando dal pubblico al privato. In questo periodo sto seguendo con attenzione la questione dei DM che si trovano nella terra di mezzo per colpa di legge che continua ad essere non chiara e lascia sempre libera interpretazione a seconda del caso e di chi la deve applicare ( dimostrato anche dalle differenti sentenze TAR o giudici del lavoro).

Io credo che se una qualsiasi legge debba “svecchiarsi” per adeguarsi ai tempi moderni, ma certamente non può essere retroattiva ed essere incurante dei danni che ne derivano, in quanto si metterebbero in discussione, nel caso dei DM, tutti gli anni in cui i nostri insegnanti erano “SOLO” dei semplici diplomati. Quindi dovremmo tornare tutti a scuola compreso chi è in possesso di una laurea? Considerando che in molti casi avrà avuto come docente della scuola primaria una “SEMPLICE” diplomata???

Da rappresentante sindacale ho inviato le mie perplessità a molti esponenti politici che , forse per i loro impegni, non si sono degnati di dare una risposta, ma la cosa che ritengo più grave è leggere che la Fedeli abbia dato consigli al nuovo ministro dell’istruzione su cosa fare del futuro dei DM, ma fino a ieri di cosa si è occupata? Auguro a tutti i DM coinvolti che questo “GOVERNO DEL CAMBIAMENTO” non crei una nuova massa di disoccupati, ma riesca a stabilizzare finalmente lavoratrici e lavoratori che ,mentre altri decidono del loro destino, si sono fatti una famiglia e acquistato una casa.

Ma del resto viviamo nel paese delle disuguaglianze dove la legge non è uguale per tutti; chi è ricco continua ad arricchirsi, chi è povero continuerà ad essere povero e chi deve subire passivamente le decisioni dei nostri politicanti continuerà a subirne le conseguenze in silenzio o scrivendo post di sfogo sui social che nessun personaggio di potere leggerà.

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