Diplomati magistrale in GaE: sul web le prime “scissioni” in base a ricorso, riserva, formazione. Decisione avrà impatto molto forte

di redazione
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Il post “15 novembre 2017”, data in cui si è svolta l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, chiamata a decidere sull’inserimento o meno dei diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 in GaE, sul web è particolarmente agitato.

I docenti sono in fibrillazione poiché ad essere messo in discussione non è solo l’inserimento in GaE ma anche l’attuale supplenza e per alcuni il ruolo, conferito con riserva. Alcuni docenti hanno anche già superato il periodo di prova e ottenuto dal Dirigente Scolastico la conferma in ruolo, e dunque la certificazione dell’essere idoneo al compito per il quale si è stati assunti. Ma il tutto con riserva, fino alla decisione finale dei giudici.

La decisione – attesa prima di Natale anche se non c’è una data ben precisa – rischia, qualunque essa sarà, di creare nelle scuole un effetto boomerang di enormi proporzioni. Certamente non è possibile tacere il fatto che, a fronte di una decisione positiva, rimarrebbero in II fascia i laureati in Scienze della formazione primaria.

La decisione interesserà tutti coloro che hanno intrapreso un contenzioso per richiedere l’inserimento in GaE e hanno giudizi pendenti.

Gli unici a non essere interessati dall’esito dell’udienza – come precisa il sindacato Anief – sono gli oltre 2.000 docenti destinatari delle sentenze favorevoli già passate in giudicato ed emanate dal Consiglio di Stato e da alcuni tribunali del Lavoro nel corso di questi anni: per loro il diritto è già consolidato.

Nel frattempo sul web si accendono discussioni animate, e trapelano le prime “scissioni” all’interno dei diplomati magistrali.

C’è chi è convinto che il diritto debba spettare solo a chi ha maturato 3 anni di servizio, chi punta il dito contro coloro che gettano discredito alla categoria avanzando la pretesa di inserimento in GaE magari dopo esperienze lavorative non andate a buon fine in altri settori, chi distingue tra “docenti inseriti a pieno titolo” e docenti “con riserva”, chi guarda indietro ai docenti assunti con il piano straordinario di immissioni in ruolo Renzi, chi guarda alle maestre “anziane”, anch’esse in ruolo con solo il diploma, chi invoca il concorso.

C’è chi attende serenamente, convinto che la difesa dell’Avvocatura dello Stato sia stata blanda, che non abbia aggiunto nulla rispetto alle argomentazioni già note, c’è chi invece sostiene che il discorso sulla “formazione” sarà determinante, anche alla luce del comunicato della Sottosegretaria D’Onghia Diplomati magistrale in GaE. D’Onghia “Va verificata la preparazione con un corso di formazione”

Discussioni da social certo, ma che danno la misura della difficoltà difronte alla quale si troveranno i Giudici nel dover assumere una decisione così importante per l’impatto sociale che ne scaturirà.

Certo è che una decisione che ponesse dei “distinguo” per percorso o addirittura ricorso, lascerebbe l’amaro in bocca.

In caso di esito negativo la procedura non avrà comunque fine. A colloquio con la nostra redazione l’Avv. Miceli del Foro di Palermo ha anticipato la volontà di adire alla Corte Europea dei Diritti dell’uomo.

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