Diplomati magistrale in GaE, docenti universitari preoccupati per la preparazione e l’età matura dei ricorrenti. Decisione il 15 novembre

di redazione
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La querelle che contrappone i docenti con diploma magistrale conseguito entro a.s. 2001/02 e i laureati in Scienze della formazione primaria conoscerà il suo esito il prossimo 15 novembre, quanto l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato deciderà sulla questione.

I diplomati magistrale chiedono l’inserimento nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento, in virtù del fatto che il riconoscimento del valore abilitante del titolo è avvenuto solo nel 2013, quando le Graduatorie ad esaurimento (dalle quali finora si attinge per il 50% delle immissioni in ruolo) erano già chiuse a nuovi inserimenti.

Anche i laureati in Scienze della formazione primaria con un percorso universitario di 4/5 anni, abilitati dopo l’a.a. 2007/08, sono fuori da tali graduatorie. Ma la decisione della Plenaria, se favorevole ai diplomati magistrale, potrebbe configurare l’assetto secondo cui il diplomato è in una fascia superiore, da cui si accede al ruolo, mentre il laureato accede solo alla II fascia delle graduatorie di istituto, per le quali al momento non c’è neanche un disegno governativo per la stabilizzazione.

“La nostra laurea così non vale niente”, protestano i laureandi e neolaureati di Scienze della formazione primaria, che hanno avviato la campagna social #scemochisilaurea

I laureati sono appoggiati dai Professori universitari che hanno curato la loro preparazione con obiettivo l’insegnamento nelle scuole di infanzia e primaria. Dalle pagine di Repubblica Elisabetta Nigris, docente di didattica generale a Milano-Bicocca, e presidente della conferenza dei presidenti di Scienze della formazione primaria, sottolinea quali sono i problemi che a loro parere potrebbe comportare una sentenza favorevole ai diplomati “Dal 1999 ci siamo allineati con tutti i paesi europei che prevedono una laurea per l’insegnamento, è veramente un peccato che questa conquista si annulli immettendo una quantità di persone così ingente. Tutti i dirigenti scolastici ci chiedono i nostri laureati perché la loro qualità, nel complesso, è nettamente maggiore”, e prosegue. “Verrebbero immesse nella scuola persone di una certa età che non hanno mai visto un bambino e un’aula, che hanno fatto altri lavori e che ora, per ragioni familiari e di collocamento, si mettono a insegnare”

A difendere le posizioni dei diplomati magistrale il sindacato Anief ” Ricordiamo che la storia di questo ricorso è stata costellata finora di pronunciamenti favorevoli ai ricorrenti: tra questi, una sentenza ormai definitiva dello stesso Consiglio di Stato per migliaia di essi, una sentenza definitiva della Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso del Miur sulla giurisdizione, cui vanno a sommarsi decine di misure cautelari in sede di giustizia amministrativa”.

“Il problema – precisa Marcello Pacifico Presidente Anief – non sono i numeri, che qualcuno usa come spauracchio per chiedere velatamente ai giudici di mettere fine agli inserimenti nelle GaE; non lo sono perché questi colleghi stanno lavorando tutti nelle scuole, e la gran parte di loro da immessi in ruolo con riserva in attesa della sentenza definitiva o con supplenze annuali. È evidente quindi che la scuola ha bisogno di loro, così come ha bisogno anche dei laureati in Scienze della formazione Primaria. Il problema non è nemmeno la loro preparazione: il loro titolo è stato dichiarato abilitante fino al 2001/02, lo Stato avrebbe dunque preparato male le sue maestre e i sui maestri fino ad allora? Per non parlare del fatto che l’ultimo concorso a cattedra del 2016 annovera tra i vincitori migliaia di diplomati magistrale.”

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