Diplomati Magistrale in GaE, conclusa l’accesa discussione. I particolari, i commenti a caldo degli Avvocati, i tempi della decisione.

di redazione
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Si è appena conclusa l’udienza in Adunanza Plenaria. Ce lo comunicano i legali Anief, presenti per tutelare i diritti dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 esclusi dal Miur dalla possibilità di inserirsi nelle Graduatorie a Esaurimento.

La discussione è stata accesa e serrata e si attende, ora, l’esito della decisione.

La discussione è durata un’ora e mezza. Gli Avvocati hanno evidenziato i punti più importanti della difesa: dal valore abilitante del titolo, riconosciuto solo nel 2013, al momento in cui è stato possibile richiedere l’inserimento nelle Graduatorie, al momento in cui i diplomati hanno avuto consapevolezza di tale diritto.

Come già anticipato dalla nostra redazione, non si conoscono con certezza i tempi per la pubblicazione.

L’Avvocatura dello Stato ha controbattuto punto per punto le richieste avanzate dai sindacati, contestando la decadenza del diritto a richiedere l’inserimento in GaE e comunque l’onere ad impugnare il decreto del 2007.

Adesso bisognerà attendere l’esito. Per i tempi abbiamo già dato ampiamente informazione: nei prossimi giorni potrebbe essere pubblicato il dispositivo (ossia se la decisione è stata favorevole o no), rimandando ad una successiva pubblicazione le motivazioni della decisione.

Il sindacato Anief commenta “Dopo ben cinque sentenze (nn. 1973/2015 – 3628/2015 – 3673/2015 – 3788/2015 e 4232/2015) ottenute dall’Anief ed emanate dallo stesso organo giudicante che ha già dato piena ragione a oltre 2.000 ricorrenti, il Consiglio di Stato dovrà nuovamente esprimersi e chiarire se ritiene ancora che i docenti in possesso di diploma magistrale abbiano diritto all’inserimento in GaE.

“Attendiamo la decisione serenamente – afferma  Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – siamo certi che, comunque vadano le cose, il nostro sindacato ha agito a piena tutela di un diritto che il Miur ha voluto ledere per troppi anni. Non possiamo pensare che il Consiglio di Stato possa smentire se stesso dopo le sentenze favorevoli passate in giudicato, ma siamo già pronti ad ogni eventualità. Ci impegneremo come sempre su tutti i fronti al fianco di questa particolare categoria di precari e continueremo a rivendicare il diritto di tutti i docenti abilitati ad accedere alle graduatorie per le immissioni in ruolo”.

Gli unici a non essere interessati dall’esito dell’udienza di oggi, è bene precisarlo, sono gli oltre 2.000 docenti destinatari delle sentenze favorevoli già passate in giudicato ed emanate dal Consiglio di Stato e da alcuni tribunali del Lavoro nel corso di questi anni: per loro il diritto è già consolidato.

Per tutti gli altri ricorrenti con giudizi ancora pendenti, non resta che attendere la pubblicazione della sentenza.

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