Diplomati magistrale, Fratoianni (LeU): risposta Bussetti insoddisfacente

di redazione
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Comunicato Liberi e Uguali – La risposta del ministro Bussetti non è soddisfacente. Ancora troppe sono le ombre che avvolgono l’ipotetica soluzione di una questione che è particolarmente complessa e attiene alla condizione della scuola italiana. La soluzione proposta, con la deroga di quattro mesi, assicura certamente l’avvio dell’anno scolastico, un fatto positivo, ma non da nessuna certezza sulla sua conclusione. Rischia anzi, in assenza di una soluzione definitiva, di produrre un doppio danno: un avvicendamento significativo di personale docente durante l’anno scolastico e un ulteriore aggravio rispetto alla condizione degli studenti. L’esecuzione delle sentenze poi rischia di mantenere una spada di Damocle sulla testa di molti docenti: senza stabilizzazione e a rischio licenziamento dopo anni di lavoro nella scuola.

Lo afferma Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali in Aula a Montecitorio nel corso della replica al ministro Bussetti il Question Time di LeU sui diplomati magistrali.

La condizione della scuola del nostro paese, prosegue Fratoianni, è stata considerata a lungo marginale e senza quel respiro di una dimensione strategica capace di pensare il tema del progressivo assorbimento del personale precario, della sua stabilizzazione come un obiettivo necessario per dare centralità a un funzione, quella dell’insegnamento, che è direttamente responsabile della qualità dell’apprendimento delle alunne e degli alunni della nostra scuola. Cioè di chi domani sarà chiamato a contribuire attivamente alla vita di questo Paese. Decine di migliaia di insegnanti in questi anni hanno svolto, la loro funzione, una funzione decisiva per la qualità della scuola, per la qualità della cittadinanza e, perfino per la qualità della democrazia, in maniera precaria, senza prospettive per il futuro. E oggi, a seguito di una sentenza, rischiano di non poter accedere alle graduatorie e, in qualche caso, rischiano perfino il licenziamento. Queste decine di migliaia di insegnanti si aspettavano di più di una semplice soluzione ponte, conclude Fratoianni.

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