Diplomati magistrale, Coordinamento SFP nuovo ordinamento: accelerare sentenze e depennamenti GAE

Coordinamento Nazionale Scienze della Formazione Primaria N.O. – Le plenarie hanno sentenziato che i diplomati magistrali ante 2001-2002 non hanno diritto alle GAE e, per una volta, si applichi la legge!

Si accelerino le sentenze di merito e i depennamenti dalle GAE per chi le ha occupate, e da ormai 5 anni, illegittimamente!

Si assiste all’ennesimo piagnisteo mediatico: chi dichiara di lavorare da 20 anni, chi ha famiglia e deve mantenerla, chi deve pagare il mutuo, chi è convinto che l’insegnamento sia una vocazione.

Il concorso-farsa, lo straordinario non selettivo, non è bastato?

La scuola non è un ammortizzatore sociale!

Chi lavora da 20 anni ha avuto diverse occasioni per la stabilizzazione nella pubblica amministrazione: 3 concorsi ordinari, 1999, 2012 e 2016, per entrare nelle Graduatorie di Merito, corsi speciali avendo 36 mesi di servizio, DM 85/2005 e attivati più volte, e almeno 7 cicli di Scienze della Formazione Primaria Vecchio Ordinamento per le Graduatorie a Esaurimento.

Si aggiunge l’attuale concorso straordinario, una Graduatoria Regionale di Merito, senza alcun merito, con una prova orale non selettiva.

Si può lavorare anche 30 anni e male: chi stabilisce la qualità didattica, un’autoreferenza?

E chi dichiara di avere famiglia da mantenere? I laureati in Scienze della Formazione Primaria, le GAE a pieno titolo, i vincitori di concorso non ce l’hanno?

E chi ha il mutuo da pagare? Non si richiede un mutuo avendo un ruolo con riserva, ossia firmando consapevolmente clausola rescissoria in caso di sentenza negativa!

Perchè c’è chi ha studiato 20 anni ed è precario, con lauree, master e specializzazioni, non piange sui media, rispetta la legge e, con una famiglia da mantenere, si sta accontentando dal 2014, dall’anno dei ricorsi, delle briciole, di supplenze brevi.

Perchè c’è chi non ha un mutuo da pagare, non esiste una banca che garantirà per un precario, per suoi anni sui libri, per i suoi titoli ed esami.

Perchè c’è chi non ha paura delle selezioni pubbliche.

Per insegnare servono conoscenza e competenza.
La vocazione ai missionari, la professionalità ai docenti.

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