Diplomati magistrale, Coordinamento Lavoratori scuola ai Presidi: prendete posizione pubblicamente

di redazione
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Gentili Dirigenti, A scrivere sono i vostri maestri e maestre.

Quelli che a dispetto della precarietà lavorativa e di vita, da più di 20 anni reggono stabilmente il sistema della Scuola pubblica.

Quelli che han lasciato la loro terra, i loro affetti, emigrati per costruirsi autonomamente un futuro dignitoso senza dover cedere a compromessi clientelari.

Quelli che credono nell’unico potere buono, quello del Sapere, e trasmettono ancora i valori sacri della nostra Repubblica favorendo quotidianamente inclusione e integrazione in scuole di frontiera, in condizioni lavorative sempre peggiori.

Quegli insegnanti che possono vantare un alto profilo professionale derivante non solo dalla lunga esperienza di servizio, ma altresì da titoli di laurea, specializzazioni e formazione a loro spese e nel proprio tempo libero.

Quelli che trascurano i propri figli, i compagni e se stessi perché fare l’Insegnante ha più il carattere di una “missione” che di una professione. Una vocazione!

Quelli che sono riconosciuti pubblici ufficiali solo sul piano della responsabilità civile e penale, ma sono indifesi invece in una logica ormai imperante di scuola azienda, squalificati nel loro ruolo sociale e tristemente esposti alla crescente arroganza e alle intemperanze di alunni e genitori.

Ecco ci avrete senz’altro riconosciuto.

Purtroppo da 4 mesi siamo anche i docenti di cui la scuola pubblica sarà privata per effetto di una sentenza alquanto discutibile.

Più di 60.000!!

Quelli convocati immediatamente dagli Usr, estremamente allarmati, che ci hanno fornito dati agghiaccianti sul numero di licenziamenti in caso di applicazione della Sentenza.

Uno per tutti il dato della Lombardia che vedrebbe già dal prossimo anno circa il 40% di cattedre scoperte nella scuola primaria!

Quelli che il Miur ha beffato con la richiesta di un parere all’Avvocatura di Stato che ha impiegato 4 mesi (il tempo di terminare l’a.s.) per ribadire infine che l’Amministrazione non ha l’autorità per intervenire.

Lo stesso Miur che negli incontri degli ultimi giorni ci ha risposto che “SOLO UN INTERVENTO NORMATIVO POTREBBE CORREGGERE QUESTO PROBLEMINO, MA POICHÈ NON SIAMO UN’EMERGENZA LA VEDE DURA”.

Da 4 mesi dunque siamo i maestri e le maestre in lotta a difesa della propria dignità professionale e umana, ma anche e soprattutto in lotta per la salvaguardia della Scuola Pubblica e del Diritto allo Studio, il diritto dei bambini e delle bambine alla continuità didattica, ad avere maestre e i maestri stabili e sereni e non un girone di docenti che cambiano continuamente passando da una supplenza all’altra!

E in questa incertezza continuiamo a garantire il servizio, entriamo tutti i giorni nelle nostre classi e prendiamo per mano i nostri bambini che ci amano ed amiamo e che assieme a noi sono cresciuti, con l’ansia e l’angoscia di non poterli più seguire il prossimo anno.

I genitori sono solidali, loro sanno quanto vale il nostro lavoro, e si sono attivati in questi mesi a nostro fianco nella difesa della SCUOLA CHE È DI TUTTI.

Chiediamo adesso anche ai nostri Dirigenti di prendere atto della realtà di quanto sta accadendo ai maestri delle vostre scuole e di assumere una posizione pubblica su questa vicenda mettendo in campo tutto quanto in loro potere per contrastare la disfatta finale del nostro sistema d’istruzione.

Coordinamento Lavoratori scuola

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