Diplomati magistrale, competenze acquisite sul campo. Lettera

di redazione
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inviato da Gennaro Angelone – Egregio Professor Bullo, mi rivolgo a lei e alle altre persone che ritengono giusta la sentenza della Plenaria e che credono sia incostituzionale l’ingresso in ruolo senza prima aver fatto un concorso (cosa giusta e dettame costituzionale esplicitato all’articolo da Lei richiamato) ma che, a mio umilissimo parere, cozza leggermente con la realtà scolastica che ho vissuto e vivo da oramai 12 anni.

Io sono uno dei tanti diplomati che, previa ricorso e sentenza favorevole, è stato inserito in Gae (magari superando qualcuno che era già dentro) e immesso in ruolo con superamento dell’anno di prova. Se ci si fermasse a questa mia frase anch’io sarei del Suo stesso avviso e di quello di altre persone che ritengono ingiusto quanto avvenuto; il fatto è che questa è solo l’ultima parte del mio e del percorso di tanti altri colleghi.

Prima di giungere a questo punto c’è stato altro e credo sia giusto ricordarlo per avere un quadro più completo della situazione prima di giudicare.

Nel 2006 il governo Fioroni con la legge 296 trasformò le Graduatorie Permanenti in Graduatorie ad Esaurimento e decise arbitrariamente quanto illegalmente di privare il Diploma Magistrale del suo valore abilitante, fregiandolo o meglio sfregiandolo con una “Idoneita’” che relegò i Diplomati nell’angolino della terza fascia d’Istituto. Angolo dal quale continuarono comunque ad insegnare costruendo ove possibile la propria esperienza. Nel 2014 grazie ad un ricorso portato avanti da una associazione di categoria, (a seguito di parere del Consiglio di Stato, sez. II, n. 3813 in data 11 settembre 2013 recepito con D.P.R. del 25 marzo 2014 – su G.U. del 15 maggio 2014 – e, in via generale, con decreto ministeriale n. 353 del 22 maggio 2014,) Il Miur venne costretto ad ammettere che i Diplomati Magistrali, in possesso di un titolo da sempre abilitante all’insegnamento ex-lege, erano per l’appunto abilitati, quindi la loro collocazione nelle Graduatorie di Istituto di Terza Fascia (riservate ai docenti non abilitati) era illegale. Oltre al danno la beffa: al Diploma Magistrale venne restituito il valore abilitante del titolo ma i Diplomati Magistrali non furono inseriti in GaE perche’ nel frattempo le stesse GaE vennero blindate. Quindi oltre alle opportunità di lavoro perse a causa dello stazionamento per anni nella Terza Fascia d’Istituto, venendo inseriti nella Seconda Fascia d’Istituto, continuarono a non godere dei pieni diritti spettanti agli abilitati ante 2001. Quindi nel 2014 questi docenti non vennero inseriti in GaE dal Miur perché chiuse, ma quando era possibile il loro inserimento (ovvero fino alla fine del 2007), il Miur arbitrariamente e illegalmente, non li volle inserire perché li considerava non abilitati.

Tutto questo è stato fatto dimenticando quanto scritto nella CIRCOLARE MINISTERIALE 434 del 15.07.1997 legata al DECRETO INTERMINISTERIALE del 10.03.1997 e cioè : “In relazione alle disposizioni in esso contenute si ritiene opportuno sottolineare che, con riferimento all’anno scolastico 1998-1999 non possono più essere accolte iscrizioni per i corsi ordinari di Scuola Magistrale e di Istituto Magistrale. Dalla medesima data possono invece essere rinnovate, sino all’istituzione del nuovo corso di studi in via ordinamentale, di cui all’art. 3 del citato D.L. 10 marzo 1997, tutte le sperimentazioni quinquennali già esistenti nelle Scuole Magistrali e negli Istituti Magistrali, in quanto i corsi quinquennali consentono l’iscrizione a qualsiasi corso di laurea. Resta fermo che i diplomi di maturità magistrale conseguiti al termine di tali corsi sperimentali non avranno comunque valore abilitante, salvo ovviamente quelli conseguiti alla conclusione dei corsi avviati fino all’anno Scolastico 1997/98.”

Ora, sempre secondo me, è qui che si trova il nocciolo della questione, il mio corso è iniziato nel 1995 ed e terminato nel 2000; quindi la conclusione che se ne trae è palese, il mio diploma avrebbe dovuto avere valore abilitante e, se la memoria non m’inganna, mi sembra di ricordare che fino al 1999 si poteva accedere alle graduatorie permanenti (trasformate poi ad esaurimento) solo con il titolo abilitante. Sempre se non ricordo male, l’immissione in ruolo avveniva al 50% da concorso e al 50% dalle graduatorie per soli titoli.

La storia recente, dal 2014 ad oggi, la ricordiamo tutti. La domanda che mi faccio ( e non solo io) è questa: come mai lo stesso Consiglio di Stato che, fino al giorno prima della Plenaria ha seguito una linea, e poi ha ribaltato completamente il tutto?

Ora torno a rivolgermi a Lei egregio professore, tralasciando tutta la burocrazia con le riforme e controriforme che si sono rincorse fino ad oggi ( Buona Scuola), io,inserito nelle graduatorie d’istituto (III fascia e dal 2015 II fascia) ho insegnato nella scuola primaria per ben 11 anni da precario, spesso su posto vacante. Durante questi anni d’insegnamento ho vissuto esperienze diverse e ho acquisito conoscenze ma soprattutto competenze che, all’inizio del mio percorso lavorativo, certamente non avevo. Durante questi anni ho avuto modo di formarmi sia attraverso corsi di vario genere che, soprattutto, sul campo. E’ innegabile che l’esperienza insegna più ella pura conoscenza. La formazione continua e la voglia di dare il massimo mi hanno portato ad oggi a ricoprire anche il ruolo di funzione strumentale come referente per l’area BES. e quindi ad essere parte ancor più attiva e fattiva del mio istituto e del meccanismo scuola attraverso la partecipazione al NIV.

Lei crede veramente che, per quelli come me, OGGI ci sia bisogno di acquisire l’idoneità all’insegnamento tramite concorso? Perchè , se così fosse, la scuola italiana (Ministero in primis) sarebbe fuori legge non da adesso ma da almeno vent’anni. In quanto tutti noi precari decennali che abbiamo mandato avanti la scuola non siamo stati mai idonei ad insegnare.

Ed è qui che entra in gioco il buonsenso; per me sarebbe stato molto utile fare un concorso agli inizi della mia carriera scolastica, quando a 25 anni ho fatto la mia prima supplenza veramente senza esperienza alcuna su cosa volesse significare veramente insegnare e trasmettere conoscenze e soprattutto competenze.

Farci fare un concorso oggi sarebbe come se, un alto dirigente al culmine della carriera, dopo aver fatto tanta gavetta e, con merito, aver raggiunto una certa posizione, venisse detto che per ricoprire quel ruolo non ha l’idoneità “burocratica” quindi dee rimettere in gioco tutta la sua vita per poter continuare a ricoprire quel posto che si è conquistato sul campo.

Per quanto riguarda poi la questione che noi diplomati immessi in GAE abbiamo scavalcato chi era già inserito a pieno titolo o chi era in II fascia d’istituto ( dove poi eravamo anche noi), credo sia una questione di punteggio. Se noi abbiamo sempre lavorato e qualcuno che era in GAE non ha fatto un giorno di supplenza, è normale che abbiamo un punteggio più alto. E, anche rimanendo in II fascia, avremmo sempre più punteggio di un giovane laureato in scienze della formazione. Per questo, secondo me, non abbiamo tolto niente a nessuno .

Il problema e che da noi tutti i problemi sfociano in una guerra fra poveri quando, in realtà, ( tralasciando gli anni di studio e gli anni di servizio) sia noi diplomati magistrali che i laureati in scienze della formazione travolti dalle riforme poco ragionate ( cambiamenti in corso di studi) abbiamo ricevuto gli stessi torti e abbiamo gli stessi diritti.

Sperando di essere stato chiaro, concludo con una frase di Gail Godwin:

“Un buon insegnate è un quarto preparazione e tre quarti teatro”

Diplomati magistrale, “non si può pretendere il 6 politico”. Lettera

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