Diplomati magistrale, Bussetti “questione risolta”. Cosa potrebbe accadere

di redazione
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Il Ministro Bussetti considera risolta la controversia questione dei docenti con diploma magistrale che chiedono l’inserimento nelle GaE, da cui si effettua il 50% delle immissioni in ruolo. 

A colloquio con La Sicilia, il Ministro accenna alle problematiche dei docenti precari affermando “abbiamo risolto la questione dei diplomati magistrale”.

L’accenno è sicuramente al concorso straordinario indetto con DDG del 7 novembre 2018, dato che è l’unico provvedimento adottato. Le prove cominciano in questi giorni a svolgersi in queste regioni.

Dal concorso straordinario si formerà una graduatoria ad esaurimento, da utilizzare nell’ambito del 50% dei ruoli attribuiti al concorso, qualora le GM del concorso 2016 sono esaurite o non più valide.

Nessun accenno al concorso ordinario, promesso come “parallelo” a quello straordinario e invece ancora in bozza.

Nessun accenno alle problematiche che invece potrebbero scaturire dall’attesa sentenza dell’Adunanza Plenaria del 20 febbraio u.s., che deciderà in via definitiva sull’inserimento o meno dei diplomati nelle GaE.

La decisione è attesa nelle prossime settimane, e comunque entro 60 giorni.

Una eventuale sentenza favorevole ai docenti permetterebbe di riconsiderare il concorso straordinario, che è regionale, con vincolo di permanenza (probabilmente di tre anni) nella provincia di assunzione.

La partita, a nostro parere, è più che mai aperta.

Secondo il legale Walter Miceli, che difende oltre 20 mila ricorrenti dell’Anief, “comunque vada, abbiamo la consapevolezza che la questione terrà banco anche per diverso tempo: oltre all’imminente decisione che la Cassazione fornirà il prossimo 12 marzo, non di poco conto sarà anche il pronunciamento della Corte Costituzionale, già fissato per il 7 maggio, sul concorso riservato ai docenti abilitati della scuola secondaria, con sicuri riflessi sul reclutamento della scuola primaria. Infine va sempre ricordato il Consiglio d’Europa, che tra non molto dovrà esprimere la sua rilevante decisione sul reclamo collettivo posto dall’Anief

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