Diplomati magistrale assunti in fase C, Adida: MIUR non all’altezza di dettare linea unitaria, uffici non rispettano sentenze giudici. Il 26 aprile in piazza

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Adida – Il “braccio di ferro” contro il MIUR non è ancora finito! Oggi scade la domanda per la mobilità dei neoassunti e anche in questa occasione il MIUR non si è dimostrato all'altezza del ruolo di amministrazione centrale. Ci chiediamo a cosa serva un Ministero se non può definire,soprattutto in materie controverse, soluzioni eque e garanti dell'uguaglianza dei cittadini, come la Costituzione, sulla quale questo Governo si vanta diavere giurato, prescrive ed impone. 

Adida – Il “braccio di ferro” contro il MIUR non è ancora finito! Oggi scade la domanda per la mobilità dei neoassunti e anche in questa occasione il MIUR non si è dimostrato all'altezza del ruolo di amministrazione centrale. Ci chiediamo a cosa serva un Ministero se non può definire,soprattutto in materie controverse, soluzioni eque e garanti dell'uguaglianza dei cittadini, come la Costituzione, sulla quale questo Governo si vanta diavere giurato, prescrive ed impone. 

Come sempre, un rimpallo di responsabilità,tra i numerosi uffici e le incomprensibili “Direzioni”! Platone, in età classica, si interrogava già su chi mai avrebbe potuto controllare i “controllori”…Oggi, dopo più di duemila anni, possiamo asserire con assoluta certezza: NESSUNO! Ma peggio, i “controllori”, di fatto, non controllano proprio nulla,vista la deresponsabilizzazione a cascata ben strutturata su un sistema di deleghe, competenze decentralizzate e parcellizzate tra meandri amministratividi incomprensibile utilità.

Veniamo al caso: i docenti diplomati magistrali,assunti con una toppa messa dal MIUR su fase C, quella del potenziamento, mentre avrebbero dovuto inequivocabilmente essere destinatari di posti comuni,quindi non relativi al piano straordinario di assunzioni, si sono visti trattare in modo difforme a seconda dell'interpretazione fantasiosa e arbitraria data dalle Direzioni scolastiche regionali a note Ministeriali chiare, ma non per tutti.

Quindi, come sempre, figli e figliastri, sotto gli occhi inerti del MIUR che, bontà sua, quando interpellato a riguardo “non aveva più competenza”. Quindi, l'ombra di nuovi contenziosi da avviare, per fare rispettare sentenze e ordinanze, nonché note varie! Ma possibile andare avanti in questo modo? A cosa serve mantenere in vita un carrozzone inefficace? Tutti“Direttori” dentro il Palazzo di Viale Trastevere, ma cosa dirigono è difficile da individuare, se quando si chiede di uniformare situazioni paradossali con unsemplice chiarimento, questo passaggio è impossibile da attuare.

Potremmo andare avanti all'infinito, ma basta citare, a titolo di esempio, un altro paradosso di recente definizione: la costituzionedelle commissioni d'esame per il concorso. Il Ministro ha garantito un provvedimento straordinario per l'emissione di fondi utili a raddoppiare ilcompenso previsto per i commissari. Da un'elemosina a un'elemosina ritoccata… Ma il provvedimento ordinario era forse stato fatto all'insaputa del Ministro?Sinceramente il sospetto viene, oppure il Ministro prima ci ha “provato” ma è andata male…

Concorso truffa, assunzioni truffa, azzeramento delprecariato truffa… Le scuole sono ancora piene di precari e lo saranno ancora per almeno tre anni malgrado i proclami del Governo; stipendi da fame e bonusdi formazione “contentino”, non a tutti, solo ai docenti di ruolo, mentre ai precari nemmeno lo stipendio base, in migliaia di casi atteso per mesi.

Da parte nostra, quello dei precari delle graduatorie d'istituto, nessun motivo per riscattare l'operato di un Dicastero dal qualeabbiamo ricevuto solo colpi bassi. Ma noi non ci pieghiamo e continuiamo la nostra battaglia mediatica, uscendo allo scoperto sul loro stesso terreno, quellodella comunicazione, a denunciare le falsità e i proclami, le ingiustizie e le illogicità di un sistema inadeguato che ha soltanto alimentato disparità ediseguaglianze.

Insieme al Mida precari, con cui condividiamo un difficile cammino di rivendicazione, il 26 aprile saremo nuovamente in piazza, alle 11 davanti al Consiglio di Stato, dove si decidono spesso le nostre vicende, costretti a contenziosi senza fine da una politica insensata, nel primopomeriggio davanti Montecitorio, per ricordare alle forze politiche la nostra indignazione, di fronte allo scempio perpetrato a nostro danno.

Flc-Cgil e Cobas, in linea con la convergenza di intenti finora dimostrata, hannomanifestato la loro intenzione di sostenere queste ennesime azioni democratiche di dissenso, partecipando ai presidi. Sebbene non sia stato consentito losciopero, noi andiamo avanti: i diritti non sono solo sulla carta e noi li rivendicheremo con forza fino a quando non saranno adeguatamente rispettati!

 

Valeria Bruccola, Coordinatrice nazionale Adida

 

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