Diplomati magistrale, Anief: se decreto Miur non aprirà le GaE, scatterà un maxi-ricorso

di redazione
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Comunicato Anief – Sulle maestre con diploma magistrale si sta muovendo qualcosa di importante: a farlo intendere è stato oggi il Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti che, attraverso la carta stampata, in un’intervista a La Repubblica, ha fatto sapere che l’atteso decreto per salvare le docenti dal licenziamento “è già stato inviato a Palazzo Chigi per la condivisione. Ho appena rassicurato le diplomate – ha aggiunto il Ministro -: rispetteremo la sentenza del Consiglio di Stato che le toglie dalle Graduatorie a esaurimento, ma andremo incontro alle aspettative di tutte le maestre interessate. Diplomate, laureate. Posso dire che non ci sarà una terza graduatoria. Bisogna garantire un corretto avvio dell’anno scolastico e le maestre diplomate sono parte di questo corretto avvio”.

Sul contenuto specifico del decreto, che secondo Orizzonte Scuola “potrebbe essere in programma già nel prossimo consiglio dei Ministri”, però Bussetti non fa trapelare molto. Certamente, non è un preludio di un buon epilogo la dichiarazione del Ministro nella parte in cui sostiene, parlando delle maestre con diploma magistrale espulse dalle GaE, che il Miur rispetterà “la sentenza del Consiglio di Stato che le toglie dalle Graduatorie a esaurimento”. In base a questa affermazione, quindi, si presuppone che i destinatari dell’adunanza plenaria del 20 dicembre scorso si ritroveranno a breve in un’altra graduatoria, ma non aggiuntiva a quelle esistenti.

Anief non ha intenzione di giudicare un decreto ancora non reso pubblico e sul quale si possono fare ad oggi solo delle deduzioni, ma ritiene opportuno far sapere pubblicamente che è pronta a emendare il testo in Parlamento e a ricorrere in tribunale, qualora le Graduatorie ad esaurimento non dovessero essere aperte a tutto il personale abilitato. E lo stesso vale se il Miur non confermerà negli incarichi i supplenti e i docenti assunti in ruolo.

“Qualsiasi operazione è stata decisa – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – dovrà comunque garantire la parità di trattamento di tutto il personale che è stato dichiarato idoneo dallo Stato italiano ad insegnare, non importa in che ordine e grado di scuole. Ad iniziare dai maestri con diploma magistrale. Perché non possono essere licenziati ora, al 30 giugno, quei docenti che il prossimo anno scolastico potrebbero non lavorare più. Si stabilizzi, piuttosto, chi ha maturato 36 mesi di servizio, si utilizzi il doppio canale del concorso, da cui devono essere assunti tutti i docenti vincitori di concorso e idonei, sulla metà dei posti liberi, e, per l’altra metà, dalle ex graduatorie permanenti che a tale scopo, ma non solo, devono essere riaperte subito”.

“Ogni soluzione diversa, che non ottemperi alle indicazioni di Bruxelles, che ho ricordato qualche giorno fa davanti al Parlamento europeo, ci costringerà ad attivare il più grande contenzioso che la storia della scuola italiana abbia mai conosciuto: ricorreranno in tribunale 200 mila persone e questo deve essere evitato. Lo diciamo ora, in modo che – conclude Pacifico – non si possa addebitare al sindacato una colpa che rimane invece tutta sulle spalle di chi amministra l’istruzione pubblica”.

28 giugno 2018

Ufficio Stampa Anief

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