Diplomati magistrale, Anief: ricorso per gli esclusi e per servizio paritarie

di redazione
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Comunicato stampa Anief – Contiene diverse storture l’emendamento al “decreto dignità” ispirato dal governo e approvato dalle commissioni di competenza della Camera

che avrebbe dovuto risolvere il bailamme venutosi a creare sui maestri con diploma magistrale, a seguito dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del dicembre scorso: la soluzione individuata (fermo restando che il decreto sia approvato senza modifiche) consiste nell’assegnare a tutti i maestri già al lavoro e inseriti nelle GaE, anche già immessi in ruolo, una supplenza fino al prossimo 30 giugno, oltre che un concorso straordinario articolato in una prova orale di natura didattico-metodologica e nella valutazione dei titoli.

Il concorso straordinario – sintetizza oggi Orizzonte Scuola – è destinato ai docenti della scuola dell’infanzia e primaria ed è riservato ai diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 e ai laureati in Scienze della Formazione Primaria. Per parteciparvi è necessario avere l’abilitazione all’insegnamento conseguita tramite sia corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia, sia diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia. È poi fondamentale avere svolto, nel corso degli ultimi otto anni, almeno due annualità di servizio specifico, anche non continuative, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali.

Inoltre, sempre in base all’emendamento della maggioranza, la partecipazione al concorso straordinario, relativamente ai posti di sostegno, è consentita a coloro che siano in possesso dei succitati requisiti più il titolo di specializzazione (anche conseguito all’estero e riconosciuto in Italia). Infine, il servizio deve essere svolto presso le scuole statali e deve essere specifico, ossia prestato nella tipologia di posto (primaria o infanzia) per cui si partecipa al concorso. Anief annuncia sin d’ora che se l’emendamento rimarrà questo, poiché vi sono al suo interno diverse parti illegittime, è pronta ad impugnarlo in tribunale.

“Viene da chiedersi – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – da quale cilindro sia uscita questa nuova quota dei 24 mesi limitata agli ultimi otto anni e a determinate categorie di docenti. Lasciando fuori, inspiegabilmente, tutti i maestri delle scuole paritarie, che guarda caso nella scuola dell’infanzia e primaria sono in grande numero. Tutto questo si somma all’illogicità di licenziare 6 mila docenti assunti in ruolo che hanno superato a pieni voti l’anno di prova. Come Anief, pertanto, rivendichiamo ancora una volta la riapertura di quelle GaE da cui ogni anno lo Stato ricerca i 100 mila supplenti indispensabili per mandare avanti, questo sì con altissima dignità, le nostre scuole”.

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