Diplomati magistrale, Anief: se non arriva subito un decreto legge sarà ancora sciopero il 1° e il 23 marzo

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Anief – “È inutile attendere il parere dell’Avvocatura di Stato su come applicare la sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrale della scuola: occorre piuttosto ristabilire da subito il principio di diritto, facendo incontrare domanda e offerta, senza compromettere la continuità didattica”.

 Così replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, alle dichiarazioni di oggi della Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli che, commentando le forti proteste di piazza, svolte a Roma e in altre sei città, contro la decisione dell’adunanza plenaria e l’alta adesione allo sciopero nazionale con punte del 50%, ha liquidato il problema sostenendo che “appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee”.

Il leader del sindacato autonomo ha spiegato che “laddove i posti sono vacanti e disponibili, vale nel primo ciclo scolastico, quindi nella scuola dell’infanzia e primaria, ma anche alle superiori, bisogna riaprire e scorrere le graduatorie per assumere tutti i precari abilitati, non solo i diplomati magistrale ma anche i laureati in Scienze della formazione primaria, gli specializzati Tfa, Pas e tutti gli altri: va fatto con immediatezza, senza aspettare che entri a regime il nuovo sistema di formazione e reclutamento che peraltro sarà aperto anche ai docenti di ruolo, come indicato dalla Corte Costituzionale, che hanno altre esigenze. A chi dice che non si può, replichiamo che non ci sarebbe nulla di strano: già in passato, il Parlamento ha aperto le GaE, nel 2008 e nel 2012”.

Pacifico ha riferito che secondo il vice capo di gabinetto Miur il problema è però politico e che ora l’amministrazione attende la risposta dell’Avvocatura di Stato che però ancora non si è fatta sentire: “Noi, come Anief, abbiamo chiesto un decreto d’urgenza – ha continuato il sindacalista – per riaprire le graduatorie ad esaurimento: questa sentenza della plenaria, dopo sette espressioni opposte emesse dallo stesso organo di giustizia passate pure in giudicato, è una negazione del diritto: lo dice anche la Cedu. Stiamo parlando di 45mila supplenti che lavorano nelle nostre scuole, con 6mila che sono stati pure messi in ruolo con riserva e che rischiano ora di essere cacciati: invece vanno confermati dove sono”.

Secondo l’Anief, la strada da percorrere non è quella dei concorsi riservati alla categoria: “Siamo contrari all’ennesimo concorso per questi docenti – ha ribadito il presidente nazionale -, non è questa la strada, visto che abbiamo delle graduatorie dei supplenti utilizzate per tanti anni, se si vuole davvero dire basta ai ricorsi e ai risarcimenti, come ha spiegato anche la Ministra dell’Istruzione in questi giorni. Allora non rimane altro che assumere queste persone, le quali, ricordiamo, in questo momento lavorano nelle nostre scuole”.

Per attuare questa proposta Anief, il sindacato ha oggi stesso depositato un documento:  un decreto legge urgente, rivolto al Governo, con tutti i riferimenti normativi di sicura valenza costituzionale, attraverso cui nelle more dell’attuazione della nuova formazione iniziale e reclutamento, a seguito della sentenza dell’adunanza plenaria, si riaprano per la terza e ultima volta le graduatorie ad esaurimento per il personale docente abilitato e si confermino nei ruoli i docenti già assunti con riserva.

“È un programma che si può fare: lo chiediamo al Governo, ma anche ai presidenti di Camera e Senato, perché si adoperino per convertirlo prima della fine della legislatura. In caso contrario – conclude Marcello Pacifico – la mobilitazione sarà pressante: continueremo gli scioperi nei giorni a ridosso delle lezioni; abbiamo già programmato il 1° e il 23 marzo, giorno di insediamento delle nuove Camere”.

In attesa di una risposta del Governo e delle forze politiche, Anief continua a raccogliere le adesioni per ricorrere gratuitamente alla Cedu, per la disparità di trattamento in atto e la violazione del giudicato, alla Cassazione per annullare la sentenza dell’adunanza plenaria per eccesso di giurisdizione, alla Commissione di petizione del Parlamento Europeo e al Consiglio UE.

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