Diplomati magistrale, Anief: al via i ricorsi se non si approvano emendamenti riapertura GaE

di redazione
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Comunicato Anief – L’Aula della Camera, dopo una breve presentazione del vicepremier Luigi Di Maio, ha appena iniziato l’esame dei 400 emendamenti al Decreto Dignità presentati dalle opposizioni: particolare rilevanza rivestono, per evitare il collasso organizzativo delle nostre scuole a settembre, in corrispondenza con l’avvio del nuovo anno, vi sono anche gli emendamenti presentati da Fratelli d’Italia.

Si tratta di richieste di modifica particolarmente importanti ed in perfetta linea con quelle del giovane sindacato, che supererebbe l’impasse che si è venuto a determinare a seguito della proroga di 120 giorni di esecuzione delle sentenze su decine di migliaia di diplomati magistrale a seguito della decisione del Consiglio di Stato di tirarli fuori dalle GaE precludendo loro le concrete possibilità di stabilizzazione, anzi licenziandone addirittura 6 mila che già avevano sottoscritto il contratto a titolo definitivo con tanto di anno di prova concluso.

 Gli emendamenti di Fratelli d’Italia intendono riaprire innanzitutto le GaE a tutto il personale docente abilitato, incluse le 6 mila diplomate magistrale in procinto di essere licenziate per via dell’Adunanza plenaria di fine 2017. L’emendamento approvato dalle Commissioni della Camera, invece, trasformerebbe tutti i contratti di lavoro, anche del personale di ruolo con riserva, in rapporti in scadenza 30 giugno 2019. Con la prospettiva di fare un concorso straordinario che offre alcuna garanzia del rispetto delle posizioni e lascia fuori diverse categorie di docenti, nonché tutti i maestri delle scuole paritarie, che guarda caso nella scuola dell’infanzia e primaria sono alto numero.

 Va ricordato, inoltre, che un emendamento simile a quello di Fratelli d’Italia è stato presentato da MDP-LU al Decreto dignità, attraverso cui si chiede la riapertura delle Graduatorie ad esaurimento, da allargare a tutti gli abilitati all’insegnamento: l’emendamento, che chiede continuità didattica e scioglimento della riserva con decorrenza giuridica dal primo settembre, presenta come primo firmatario Guglielmo Epifani e chiede di iscrivere “a pieno titolo nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente anche tutti i docenti muniti di diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2001, i laureati in Scienze della Formazione e” quanti hanno conseguito una abilitazione tramite TFA”. Inoltre, rivendica il “salvataggio dei diplomati assunti a tempo determinato con riserva”. E una modifica analoga in queste ultime ore è stata presentata anche da Fratelli d’Italia.

 Inoltre, le richieste di modifica di Fratelli d’Italia puntano ad assumere nei ruoli dello Stato i docenti abilitati sui tutti i posti finti in organico di fatto, visto che in realtà si tratta di cattedre vere e quindi trasformabili tranquillamente in posti utili alle assunzioni a tempo indeterminato. Tra gli emendamenti, c’è poi la richiesta di far partecipare all’attuale concorso per dirigenti scolastici anche i ricorrenti 2011, inserendoli in un corso riservato all’assunzione nei ruoli dei docenti meritevoli, ed evitare il licenziamento dei 500 presidi assunti con un discriminante comma della Legge 107/15 su cui presto si pronuncerà pure la Corte Costituzionale.

 Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, si sofferma su un fatto: “Vedere accolta da più partiti la nostra proposta di riapertura delle GaE, di salvataggio dal licenziamento di migliaia e migliaia di maestri, di trasformare l’anacronistico e inutile organico di fatto in organico di diritto, oltre che rendere giustizia ai docenti esclusi in modo illegittimo dal concorso a preside, rappresenta per noi motivo di orgoglio. Perché conferma come la nostra lotta al fianco dei precari sia reale e trasversale ai movimenti politici.

 “Certamente, qualora gli emendamenti non dovessero venire accolti dall’Aula della Camera, è chiaro che non ci fermeremo: i nostri interlocutori diventeranno i giudici. Con l’avvio di un’altra stagione di ricorsi, sempre a tutele della giustizia, del diritto, del bene delle nostre scuole e di cui vi opera”, conclude il sindacalista autonomo.

30 luglio 2018

Ufficio Stampa Anief

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