Diplomati magistrale, Anief: a fianco delle maestre in sciopero della fame. Ripreso presidio al Miur

di redazione
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comunicato Anief – È ripreso in queste ore il presidio permanente davanti al Miur di un gruppo di maestre con diploma magistrale, in sciopero della fame dal 28 aprile scorso per la loro esclusione dalla GaE a seguito dell’Adunanza Plenaria del 20 dicembre scorso: dopo la sospensione della protesta per alcuni giorni, le insegnanti del Coordinamento Diplomati Magistrali Abilitati hanno deciso di continuare a denunciare pubblicamente l’ingiustizia che stanno vivendo e di chiedere un intervento della politica attraverso l’approvazione di provvedimento legislativo che preveda la riapertura delle GaE a tutti i docenti abilitati.

Si tratta di un provvedimento più che motivato per essere approvato con estrema urgenza, perché in caso contrario verrebbe meno l’avvio regolare del prossimo anno scolastico e lo stesso dicasi per la continuità didattica di tutti gli alunni. Allo stesso modo, si minerebbe la parità di trattamento del personale docente precario, andando a discriminare degli insegnanti abilitati ricacciati nelle graduatorie d’istituto, 6mila dei quali addirittura già assunti nei ruoli dello Stato a tempo indeterminato.

“Anche Anief – spiega il suo presidente nazionale Marcello Pacifico – è nuovamente in campo, ovviamente a sostegno delle maestre in sciopero della fame e dei manifestanti che il 29 maggio sciopereranno per la quinta volta per chiedere la riapertura delle GaE a tutto il personale abilitato, come da noi pedissequamente indicato attraverso la proposta di decreto legge urgente presentata da Anief da alcune settimane. Giugno è alle porte e già sono diversi i casi di licenziamento avvenuti. Urge più che mai un atto concreto prodotto dal primo nuovo Consiglio dei Ministri perché possa maturare il dibattito parlamentare su un argomento”.

Il giovane sindacato ricorda che nelle settimane successive alla sentenza contraria del Consiglio di Stato ha notificato il ricorso Cedu per annullarla, denunciando la violazione della Carta europea dei diritti dell’uomo, dei diritti fondamentali UE, del trattato dell’Unione europea e della direttiva UE sul precariato, oltre a denunciare la questione alla Commissione di petizione del parlamento UE e al Consiglio d’Europa. Infine, è stato predisposto il deposito in Cassazione del ricorso per l’annullamento della suddetta sentenza per eccesso di giurisdizione.

22 maggio 2018

Ufficio Stampa Anief

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