Diplomati magistrale. Siamo abilitati e siamo nel giusto. Lettera

di redazione
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Salve,
On. Angela D’Onghia, sono e lo affermo con grande orgoglio una Diplomata Magistrale e ho superato l’ultimo concorso a cattedra del 2016, forte del mio solo diploma perché non sono neppure laureata.

Amo profondamente il mio lavoro. Sono una docente preparata e qualificata, al passo con i tempi. Ogni anno investo più di 600 euro in corsi di formazione, il tutto a mie spese personali questo perché, non essendo ancora di ruolo, non ho diritto alla carta del docente, ma nonostante ciò, ogni anno, per mio piacere personale e per sentirmi un’insegnante migliore e sempre più al passo con la realtà scolastica, in continua evoluzione, mi aggiorno volentieri. La scuola è cambiata, le classi sono cambiate e, pertanto, corsi a gogò per: BES, DSA, ADHD e DOP, LIM, CODING E PENSIERO COMPUTAZIONALE, TIC, DIDATTICA PER COMPETENZE e per non parlare di tutti i corsi a cui partecipo tutti gli anni per la metodologia e la didattica per diverse discipline. Non potrei fare altro nella mia vita perché la scuola è la mia vita. Sognavo di diventare una maestra fin dalla mia più tenera età. Senza indugio alcuno, al termine delle scuole medie, quando mia madre mi chiese che cosa volessi fare da grande, per capire il tipo di scuola più adatta a me, io le risposi in questo modo, ancora me lo ricordo, come se fosse ora: ” Mamma, tu lo sai bene che cosa voglio fare io! Io voglio diventare una maestra. Iscrivimi all’Istituto  Magistrale! “. E così fece. Il resto è storia e la Plenaria il prossimo 15 novembre, data storica per noi, finalmente, sancirà per sempre il nostro diritto calpestato miseramente. Eravamo già allora abilitati e siamo nel giusto. La Giustizia ci ripagherà di questo grave danno subito.
Cordiali saluti.
Mariangela Iovino.
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