Diplomati ISEF privi di abilitazione all’insegnamento: legittima l’esclusione dai concorsi. Sentenza

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E’ legittima l’esclusione dalla partecipazione al concorso secondaria 2018, dei diplomati ISEF ante 2002, in quanto privi dell’abilitazione all’insegnamento. Il collegio della Sezione III Bis del Tar Lazio, con la Sentenza n. 5963 pubblicata il 04 giugno 2020, ha respinto il ricorso avanzato da alcuni diplomati ISEF, ribadendo la legittimità della “previa selezione”, come avvenuto per coloro che avessero già conseguito l’abilitazione su base concorsuale o l’inserimento in graduatorie di seconda fascia, postulando l’avvenuto conseguimento per via concorsuale di un’abilitazione.

La vicenda

Alcuni diplomati ISEF hanno impugnato il bando di concorso 2018, relativo al reclutamento a tempo indeterminato di docenti nella scuola secondaria di primo e secondo grado, ritenendolo illegittimo per non aver previsto la partecipazione al concorso dei diplomati I.S.E.F. con titolo conseguito prima del 2002. Il Tar, nel rigettare il ricorso, ha richiamato l’orientamento di cui alla propria la sentenza 5934/2018 e del Consiglio di Stato n. 2518/2020.

Il concorso 2018: è stato “speciale” ed “agevolato”

 Il Tar ha spiegato che non contrasta col principio di uguaglianza (art. 3 della Costituzione) il limitare (come consegue all’applicazione dell’art. 17, co. 3, d.lgs. n. 59/2017) la partecipazione allo speciale ed agevolato concorso 2018, ai soli insegnanti abilitati entro il 31.5.2017 ovvero iscritti nelle graduatorie di istituto di seconda fascia entro la predetta data, poiché siffatto concorso si è connotato per gli evidenti e marcati tratti di specialità, essendo consistito in una sola prova orale, oltretutto assai semplificata (cioè in una lezione su uno degli argomenti già resi noti alcuni giorni prima ai candidati) e non si è articolato in una procedura selettiva per merito comparativo, come d’ordinario avviene nei concorsi pubblici, bensì in una valutazione non selettiva, che ha immesso alla frequenza di un percorso abilitativo di un solo anno, al termine dei quale il candidato è stato immesso nei ruoli dello Stato.

La pretesa incostituzionalità dei concorsi “riservati”

Per i ricorrenti sarebbe costituzionalmente illegittima la previsione relativa alla limitazione dell’accesso al concorso ai soli docenti ITP che abbiano ottenuto l’iscrizione nelle graduatorie di seconda fascia entro il 31.5.2017, ovvero ai docenti abilitati entro quella data. Per contro, aderendo a un indirizzo della Corte Costituzionale, lo stesso collegio (T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III Bis, 4/4/2017, n. 4192) aveva già precisato che “compete al legislatore, nel rispetto dei limiti di non arbitrarietà e ragionevolezza, individuare i casi eccezionali in cui il principio del concorso può essere derogato, come avvenuto nel caso di specie, in cui il legislatore ha disegnato un piano di reclutamento straordinario, riservato a una peculiare categoria di destinatari, parallelamente al canale di reclutamento ordinario. Naturalmente, la facoltà del legislatore di introdurre deroghe al principio del pubblico concorso, di cui all’art. 97 Cost., deve essere delimitata in modo rigoroso, potendo tali deroghe essere considerate legittime solo quando siano funzionali esse stesse al buon andamento dell’Amministrazione e ove ricorrano peculiari e straordinarie esigenze di interesse pubblico idonee a giustificarle”.

Il preteso contrasto, con l’ordinamento europeo, della previsione del bando che richiede il possesso dell’abilitazione per la partecipazione al concorso

Anche questa censura è stata disattesa: per il Tar il bando di concorso 2018 non ha introdotto alcun requisito ulteriore o confliggente con l’ordinamento europeo per l’accesso all’insegnamento ma, semplicemente, al fine di contrastare la situazione di precariato nella scuola e aderire ai dettami in materia, promananti dall’ordinamento europeo, ha previsto dei requisiti di partecipazione specifici per tale categoria di insegnanti.

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