Diplomata magistrale: per assunzione in ruolo ho lasciato scuola paritaria e ora perderò il posto di lavoro

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La sentenza dell’Adunanza Plenaria, com’è ormai risaputo, ha disposto che i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/2002 non possono accedere alla GaE con il solo diploma, determinando l’esclusione dalle medesime graduatorie per chi vi era stato inserito con riserva in seguito ricorso al TAR e la perdita del ruolo per chi lo aveva ottenuto con riserva, tramite scorrimento delle stesse.

Sottolineiamo che la decisione dell’Adunanza Plenaria non ha effetti immediati, che ci saranno invece con le sentenze d merito che iniziano ad arrivare e in relazione alle quali si attendono indicazioni ministeriali:

Diplomati magistrale fuori da GaE: TAR conferma decisione Consiglio di Stato. Miur dovrà dare indicazioni agli Uffici Scolastici

Se l’esclusione dalle GaE per i supplenti costituisce sicuramente una decisione che assesta un duro “colpo” a chi è coinvolto, altrettanto duro può considerarsi il  “colpo” subito da chi è già di ruolo e rischia di dover ritornare allo status di supplente inserito nelle graduatorie di istituto, dalle quali non si accede direttamente al ruolo.

A tal proposito il Ministero ha chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato, per capire come comportarsi con le situazioni pregresse. Il risultato potrebbe essere diramato già nell’incontro previsto per il 16 gennaio al Miur. 

Anche perché diversi docenti, una volta ottenuto il ruolo dalle GaE, sebbene con riserva, hanno lasciato dei contratti a tempo indeterminato presso le scuole paritarie, dove insegnavano da decenni. Ne avevamo già parlato in questo articolo, adesso riportiamo in proposito la storia di Giulia, raccontata sul Corriere della Sera in un articolo di V. Santarpia.

Giulia, attualmente  insegnante presso la scuola statale primaria Giovanni XXII a Bresso (MI), dopo 16 anni di insegnamento presso una scuola primaria paritaria di Milano, aveva deciso di lasciare per accettare il ruolo.

Adesso, dopo la decisione della Plenaria, a Giulia è crollato il mondo addosso, una vera e propria “doccia gelata” la definisce la protagonista. Perché è vero che nel contratto era inserita la clausola rescissoria, ma  la docente afferma di essere stata rassicurata al riguardo: “Ma non vi preoccupate, avete ricevuto già cinque sentenze che vi hanno dato ragione, non c’è motivo di allarmarsi inutilmente“.

Giulia non dice da chi era stata rassicurata.  In realtà, il motivo per allarmarsi o comunque per dubitare c’era. Vedremo quali soluzioni saranno proposte.

L’Insegnante, infine, evidenzia la disparità di trattamento che si è venuta a creare tra chi ha già una sentenza passata in giudicato e chi come lei attende la decisione di merito: “Insegnanti come noi, con gli stessi identici requisiti, che avevano avuto udienza prima, dallo stesso tribunale, hanno ottenuto che la loro riserva venisse sciolta e “sono passati”, noi poco tempo dopo no, veniamo cancellati… ma perchè?! Ripeto, eravamo nella medesima situazione! Può essere che un titolo sia abilitante per qualcuno e per altri no? Ma l’ultima domanda che martella continuamente nella nostra mente è: può uno Stato permettere tutto questo? Può davvero prendersi gioco della vita delle persone così? Possiamo consentirglielo?”.

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