Diploma magistrale e laurea in SFP. Anief: titoli figli di tempi diversi, ma con uguali diritti. O inserimento in GaE, o fase transitoria per il ruolo

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Anief – Un gruppo di senatori ha presentato nell’Aula di Palazzo Madama una interessante mozione che potrebbe costituire una prima risposta alla stabilizzazione di decine di migliaia di Diplomati Magistrale e dei laureati di Scienze della Formazione Primaria, le due categorie di docenti precari più danneggiate dalla riforma Renzi-Giannini:

la proposta, presentata nel corso della seduta n. 910, prevede che il Governo si impegni, dapprima, “ad avviare le opportune misure finalizzate a porre rimedio alle criticità evidenziate, con riferimento all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e della primaria, segnatamente in relazione al dovuto riconoscimento del valore dell’abilitazione conseguita dai diplomati magistrali entro il 2001/2002 e all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento attraverso un’opportuna valutazione del servizio prestato”.

I senatori, facenti capo ad Area Popolare e al Partito Democratico, chiedono inoltre, al punto 2, “opportune misure finalizzate a porre rimedio alle criticità evidenziate, con riferimento all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e della primaria, segnatamente in relazione agli insegnanti abilitati mediante conseguimento della laurea in Scienze della formazione primaria vecchio ordinamento e nuovo ordinamento attualmente esclusi dall’accesso alle graduatorie ad esaurimento, valutandone l’inserimento in una nuova fascia delle stesse graduatorie, oppure predisponendo un ulteriore canale valevole per il 20 per cento dell’accesso ai ruoli nella scuola dell’infanzia e della primaria, nella forma di una graduatoria regionale con accesso definito mediante concorso per soli titoli e adeguata valutazione del servizio già prestato presso le istituzioni scolastiche, da affiancare ai vigenti canali di reclutamento già previsti dalle graduatorie ad esaurimento e dalle graduatorie di merito dei concorsi”.

Infine, la mozione intende impegnare il Governo ad accelerare i tempi per la “definizione del decreto ministeriale previsto dal comma 5 dell’articolo 12 del decreto legislativo n. 66 del 2017 finalizzato a definire i piani di studio, le modalità attuative e quelle organizzative del corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica, nonché i crediti formativi necessari per l’accesso al medesimo corso di specializzazione, garantendo un’adeguata valorizzazione dei percorsi formativi e dei crediti formativi e tirocini già ampiamente conseguiti nel corso della laurea”.

Il sindacato ritiene che non sia un caso che la soluzione prospettata a Palazzo Madama all’annosa questione giunga a pochi giorni dall’attesissima sentenza del Consiglio di Stato sull’inserimento in GaE dei diplomati magistrale, che farà seguito alla discussione avvenuta, a metà novembre, in Adunanza Plenaria per decidere se migliaia di docenti in possesso di diploma magistrale abilitante abbiano o meno il diritto di permanere in via definitiva nelle Graduatorie ad esaurimento. A questo proposito, Anief continua a ricordare che questi docenti hanno occupato nel corso degli anni, e occupano tutt’ora, posizioni utili alla stipula di contratti a tempo determinato e indeterminato nelle GaE e nelle relative prime fasce delle Graduatorie d’Istituto. E se ciò è avvenuto si deve proprio al Consiglio di Stato e alle sue numerose decisioni favorevoli: decisioni emanate non solo attraverso le sentenze della VI sezione a partire dal non troppo lontano aprile 2015 e già passate in giudicato (Sent. Consiglio di Stato nn. 1973/15, 3628/15, 3673/15, 3675/15, 3788/15, 4232/15, 5439/15), ma soprattutto attraverso le centinaia di Ordinanze in cui i giudici di Palazzo Spada confermavano il consolidato orientamento. Queste ordinanze specificavano, inoltre, che l’inserimento nelle GaE doveva essere utile “al fine della stipula di contratti di lavoro a tempo determinato e indeterminato”: un’espressione che il TAR Lazio ha da tempo recepito, emanando ulteriori centinaia di provvedimenti cautelari favorevoli, proprio a seguito del consolidato orientamento già espresso dalla VI sezione del Consiglio di Stato.

Nel frattempo, si continua a parlare, senza che ve ne siano fondati presupposti, di contrapposizione dei candidati maestri con diploma magistrale con i laureati in Scienze della formazione primaria, ancora fuori dalle GaE pur avendo anche loro pieno diritto all’inserimento: si continua, di fatto, a mettere gratuitamente una contro l’altra le due categorie, facendo diventare la plenaria del Consiglio di Stato una sentenza chiave, da cui una o l’altra categoria uscirà, in qualche modo, danneggiata dimenticando, invece, che laurea e diploma sono due titoli figli di tempi diversi, ma con uguali diritti.

Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal, torna a ricordare che “entrambe le tipologie di docenti, diplomati magistrale e laureati in Scienze della formazione Primaria, servono e serviranno molto alla scuola italiana: entrambe si sono formate, in periodi diversi, per raggiungere lo stesso scopo, ovvero diventare maestri ed educatori. Per questo motivo, la nostra organizzazione sindacale è riuscita nel tempo, con le sue azioni in tribunale, a difendere entrambe le categorie: l’apertura delle GaE del 2012, solo per fare un esempio, fu proprio dedicata agli abilitati in Scienze della formazione primaria”.

“Il tentativo fatto in Senato, con la mozione AP-PD, non può essere che concettualmente condiviso, anche nella parte che riguarda la definizione del rinnovato corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e per l’inclusione scolastica: lo abbiamo chiesto anche nella manovra di fine Governo, attraverso degli emendamenti specifici al disegno di legge 2960, riguardanti proprio la stabilizzazione di questi insegnanti dimenticati colpevolmente. Serve, oggi più che mai, una norma per bandire finalmente dei concorsi riservati e reclutare tutti questi precari attingendo dalla seconda fascia delle graduatorie d’Istituto o riaprendo le GaE a tutti gli abilitati. Oppure – conclude Pacifico – prevedere anche per primaria e infanzia la “fase transitoria” già prevista per i precari della scuola secondaria con graduatorie regionali degli abilitati da cui attingere per le immissioni in ruolo, graduandoli in base ai titoli e ai servizi.

La mozione

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