Diploma magistrale. 26.000 docenti in Gae, che hanno rispettato le regole, sono stati penalizzati per 2 anni. Lettera

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Inviato da Claudia Vagnoni – Vorrei raccontare una storia, una delle tante, accaduta a fine anno scolastico durante un colloquio alla consegna di un documento di valutazione.

Un genitore mi comunica di aver fatto ricorso per entrare in Gae, perché venuto a conoscenza che con il suo diploma della vecchia scuola magistrale, preso trent’anni prima, avrebbe potuto oggi insegnare, anche non avendo mai messo piede a scuola. Subito pensai si sbagliasse, che avesse capito male, invece quello fu solo il primo dei tanti casi dei quali venni a conoscenza e che hanno poi caratterizzato gli ultimi due anni scolastici.

Occorre infatti sottolineare che se sono entrati in Gae tanti docenti con il dm con esperienza, ne sono entrati altrettanti, forse ancora di più, senza un giorno di supplenza alle spalle. Per accertarsene basta scorrere le Gae e verificare i vari punteggi.

I dm sono arrabbiati per l’esito della Plenaria, ma i giudici sono stati lungimiranti e hanno capito che una diversa sentenza avrebbe generato ancora più caos nella già delicata situazione che sta attraversando la scuola italiana oggi.

I diplomati si lamentano, parlano di “licenziamento di massa”, ma omettono parte della verità, perché loro hanno firmato contratti con clausola rescissoria vincolata all’esito della Plenaria e quindi la risoluzione era un’eventualità concreta e loro sapevano che sarebbe potuta accadere. Come chi ha firmato la 107, partecipando volontariamente ad un reclutamento su graduatoria nazionale, e poi ha iniziato a gridare alla “deportazione”. Dobbiamo essere coerenti e seri verso le scelte che facciamo e non pentirci quando sappiamo e conosciamo le varie possibilità.

Ora molti politici, che di scuola non si sono mai interessati, a causa delle votazioni imminenti, alla ricerca di consenso elettorale, dicono di volersi occupare di questa questione.

E di noi 26000 in Gae grazie a concorsi superati, lauree o corsi abilitanti, che abbiamo perso la possibilità di ottenere il ruolo e le supplenze annuali da ben due anni? Noi non siamo mai stati un argomento interessante, di noi nessuno fino a questo momento si è mai occupato o interessato. Eppure siamo coloro che fino a ora hanno sempre seguito la Legge e le regole imposte dallo Stato: adesso lo Stato ci deve tutelare.

È possibile che in Italia ogni Legge debba essere sempre raggirata o modificata? Non voglio credere che possa succedere anche questa volta.

Claudia Vagnoni Una dei 26000 precari storici Gae primaria e infanzia

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