Dipendenze e protocollo per la prevenzione e il contrasto: in allegato il documento operativo

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Protocollo finalizzato allo sviluppo e al consolidamento in ambito scolastico di buone prassi per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni legati alle diverse forme di dipendenza, al bullismo e cyberbullismo, alle altre forme di disagio sociale minorile e per la promozione della Legalità – Regione Lombardia, Prefettura di Milano, USR Lombardia.

Questa la grande opportunità offerta dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, dalla Regione Lombardia, dalla Prefettura di Milano resa possibile a seguito di sottoscrizione di un Protocollo finalizzato allo sviluppo e al consolidamento in ambito scolastico di buone prassi per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni legati alle diverse forme di dipendenza (D.P.R. 309/90), a bullismo e cyberbullismo (L. 29 maggio 2017, n. 71), alle altre forme di disagio sociale minorile e per la promozione della Legalità (L. R. 24 giugno 2015, n. 17). L’importante strumento operativo per le scuole lombarde, che proponiamo come valido supporto ed esempio, per le altre scuole italiane, è stato firmato per la Regione Lombardia dal presidente Attilio Fontana, per la Prefettura di Milano dal Prefetto Renato Saccone, per l’ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia dal Direttore Generale Augusta Celada.

Le finalità e gli obiettivi del protocollo e la replicabilità sugli altri territori regionali

Ma perché nasce un siffatto protocollo e con quale finalità? Quali sono gli obiettivi, assolutamente replicabili sugli altri territori regionali del nostro Paese, previsti, a buon ragione, dalla Regione Lombardia, dalla Prefettura di Milano – Ufficio Territoriale del Governo e dall’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia? Innanzitutto, è evidente che le tre attentissime istituzioni, a cui va il plauso per l’iniziativa, condividono l’intento di individuare, all’interno delle linee strategiche individuate dal Piano Regionale Prevenzione 2020-25, dalla l.r. 7 febbraio 2017, n. 1 e dalla l.r. 14 dicembre 2020, n. 23, un percorso comune di definizione di buone prassi per la piena applicazione in ambito scolastico delle norme finalizzate alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni legati alle diverse forme di dipendenza (d.p.r. 309/90), a bullismo e cyberbullismo (l. 29 maggio 2017, n. 71), alle diverse forme di disagio sociale minorile, e per la promozione della legalità.

Prevenzione e al contrasto dei fenomeni legati alle diverse forme di dipendenza (d.p.r. 309/90)

Il protocollo così concepito prevede, dunque, forme di prevenzione e di contrasto dei fenomeni legati alle diverse forme di dipendenza (d.p.r. 309/90) a bullismo e cyberbullismo (l. 29 maggio 2017, n. 71), alle diverse forme di disagio sociale minorile, e per la promozione della legalità con particolare riferimento:

  • al rafforzamento delle relazioni interistituzionali e interorganizzative fra Istituzioni scolastiche, Forze dell’ordine e Sistema dei Servizi sociosanitari territoriali, nella cornice metodologica e organizzativa definita rispettivamente dall’adozione Modello SHE e dalla Rete lombarda delle Scuole che Promuovono Salute;
  • al miglioramento della qualità del sistema di intervento e di prevenzione in ambito scolastico, attraverso l’integrazione e il coordinamento fra le azioni poste in essere dai diversi attori sul versante preventivo, del contrasto, della diagnosi precoce e del tempestivo accesso ai servizi territoriali;
  • all’affermazione di un approccio corresponsabile da parte degli attori coinvolti a supporto della funzione educativa della Scuola mediante l’adozione di policy preventive e di promozione della salute in ambito scolastico, e con il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholders in campo (dirigenza, docenti, personale non docente, famiglie e studenti);
  • alla definizione di protocolli d’azione utili a migliorare la qualità degli interventi di controllo e prevenzione messi in atto, nella logica di favorirne efficacia e sostenibilità, sulla base di quanto già sperimentato in altri contesti e di valorizzare la funzione educativa della Scuola e sociale del contesto scolastico quale luogo privilegiato per lo sviluppo di conoscenze, atteggiamenti e comportamenti di salute;
  • alla valorizzazione, rinforzandola, della dimensione territoriale di azione, in modo da capitalizzare il patrimonio di esperienze e le risorse in loco, pur all’interno di una cornice di sistema definita e condivisa a livello regionale nelle sue premesse e priorità
  • alla individuazione della formazione congiunta quale strumento principe a supporto del rafforzamento della collaborazione intersettoriale e interistituzionale sia a livello regionale sia a livello territoriale.

Cabina di Regia e di monitoraggio

Il protocollo già menzionato prevede la costituzione di una Cabina di Regia e di Monitoraggio interistituzionale sull’attuazione del Protocollo, coordinata da Regione Lombardia, per il tramite della DG Welfare, con il compito di:

  • monitorare con cadenza almeno quadrimestrale lo stato di attuazione del Protocollo e delle azioni intraprese per orientare le attività di prevenzione
  • garantire l’omogeneità delle ricadute a livello locale
  • raccogliere e valorizzare buone prassi ed esperienze di successo realizzate a livello territoriale
  • attualizzare ed eventualmente ridefinire i contenuti e gli obiettivi del Protocollo.

 IL PROTOCOLLO E LA PREVENZIONE

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