Dipendenza da internet, come riconoscerla? Tra i disturbi il basso rendimento scolastico

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Parlare di dipendenza da Internet significa esplorare un vasto panorama di comportamenti che, sebbene diversi tra loro, condividono una matrice comune: l’uso eccessivo e compulsivo della rete. Questa dipendenza non si limita a un singolo ambito ma si manifesta attraverso varie attività online, dall’e-shopping al cybersesso, dal gioco d’azzardo online all’uso smodato dei videogiochi, fino alle relazioni virtuali.

Alla tematica Invalsi ha dedicato un approfondimento.

La dipendenza da Internet è identificata come un pattern comportamentale compulsivo legato all’uso della rete che incide negativamente sulla vita quotidiana, professionale, educativa e affettiva. È quando la vita online inizia a compromettere quella offline che dobbiamo prestare attenzione. Sebbene l’ICD-11, il manuale di classificazione delle malattie dell’OMS, riconosca solo il disturbo da gioco d’azzardo, l’attenzione si sta ampliando verso altre forme di dipendenza digitale.

Differenziare l’uso eccessivo da una vera e propria dipendenza è importante. I campanelli d’allarme da monitorare includono un tempo trascorso online eccessivamente lungo, l’incapacità di staccarsi dalla rete, mettendo a rischio aspetti importanti della vita come il lavoro o le relazioni, e una serie di segnali emotivi come l’ansia, gli sbalzi d’umore o la solitudine.

Tra i ragazzi, i comportamenti a rischio differiscono in base al genere, con le ragazze inclini alla dipendenza dai social media e al cibo online, mentre i ragazzi mostrano una propensione maggiore verso i videogiochi. Importante è osservare non solo il tempo speso in rete ma anche gli effetti su studio, lavoro e interazioni sociali.

Tra i disturbi associati alla dipendenza da social media, si registra il basso rendimento scolastico (più basso della media della classe o bocciatura) che tocca il 16,9% tra gli 11 e i 13 anni e il 26,8% tra i 14 e i 17 anni.

L’IAD si evolve costantemente, manifestandosi in forme nuove e insidiose come il FOMO, l’ansia di essere esclusi o di mancare eventi importanti, che spinge in particolare gli adolescenti a rimanere connessi e in allerta sui social network.

La comprensione e l’intervento tempestivo possono trasformare la navigazione in rete da un rischio a un’opportunità, permettendo di vivere il digitale come uno strumento e non come una trappola.

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