Dipendenti pubblici, la formazione peserà sulla carriera. In arrivo direttiva del ministro Zangrillo: un premio per chi fa i corsi

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Il governo sta incentivando la formazione dei dipendenti pubblici, includendo la partecipazione ai corsi come parte della valutazione individuale e pesando sulla corresponsione dei premi. Inoltre, il raggiungimento degli obiettivi formativi avrà un impatto sulla progressione professionale all’interno e tra le diverse aree e qualifiche. Il nuovo contratto offre la possibilità di avanzare anche senza i titoli di studio, ma saranno le attività di formazione a fare la differenza.

Una bozza di direttiva, inviata dal ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo a tutte le amministrazioni, stabilisce tali misure. Lo riporta Il Messaggero. 

La promozione della formazione diventa anche un obiettivo per la valutazione della performance dei dirigenti. Questa iniziativa serve anche a realizzare uno degli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il 2023, che prevede la formazione di almeno 750 mila dipendenti pubblici entro giugno 2026, di cui 350 mila delle amministrazioni centrali. Inoltre, il Recovery plan stabilisce che almeno 525 mila di questi dipendenti, di cui 245 mila delle amministrazioni centrali, completino con successo i corsi di formazione.

La bozza di direttiva di Zangrillo stabilisce che la formazione dei dipendenti pubblici debba iniziare dalle competenze digitali, al fine di rafforzare la sicurezza informatica del personale, soprattutto considerando l’impiego diffuso dello smart working.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha già lanciato la piattaforma Syllabus per la formazione digitale dei dipendenti pubblici, che consente ai dipendenti di valutare le proprie competenze digitali e accedere a corsi online per migliorare il proprio livello.

La direttiva impone alle amministrazioni di registrarsi sulla piattaforma entro il prossimo 30 giugno e di erogare attività di formazione digitale ad almeno il 30% del personale entro sei mesi dall’iscrizione.

L’obiettivo è quello di raggiungere un livello di competenze superiori a quello di ingresso, con la possibilità per i dipendenti di proseguire nel percorso di miglioramento fino al livello avanzato. Le amministrazioni dovranno garantire l’adesione al progetto Syllabus del 50% del personale entro il 31 dicembre 2024 e del 75% entro il 31 dicembre 2025. Inoltre, i dipendenti pubblici saranno chiamati a formarsi anche sulla transizione ecologica, e a breve sarà lanciata una piattaforma formativa dedicata a questo tema.  La formazione sarà offerta dal Dipartimento della Funzione Pubblica, dalla Scuola Nazionale per la Pubblica Amministrazione (SNA) e da Formez Pa, con corsi erogati sia attraverso Syllabus che altre piattaforme.

Inoltre, il progetto “Pa 110 e lode” prevede l’offerta di corsi di laurea a condizioni agevolate per i dipendenti pubblici.

Per il personale docente, come è noto, la procedura sarà diversa, mentre resta da capire cosa succederà per gli Ata e per i dipendenti degli USR e Ministero dell’Istruzione e del Merito.

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