Dipendenti pubblici: l’età media è di 50 anni. A scuola aumentano le assunzioni, ma i nuovi docenti sono precari di lungo corso

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Il comparto dei dipendenti della pubblica amministrazione in Italia resta fra i più anziani d’Europa e rispetto al altri Paesi Europei sono in diminuzione. E’ quanto emerge dal 56° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.

Per quanto riguarda la popolazione di lavoratori del pubblico impiego, “in Italia sono complessivamente 3.249.000 e negli ultimi vent’anni sono diminuiti di quasi 260.000 unità. Si è passati da 61,7 dipendenti pubblici ogni 1.000 abitanti nel 2002 al minimo registrato nel 2013 (53,6 ogni 1.000 abitanti), arrivando nel 2021 a misurare 55,1 addetti ogni 1.000 abitanti”.

“Nel corso degli ultimi anni, la Pubblica Amministrazione ha dovuto far fronte alle esigenze di cittadini e imprese con un numero sempre minore di forze. Anche dai dati di confronto con gli altri Paesi europei si evidenzia un sottodimensionamento del personale pubblico italiano. Infatti, in Italia soltanto il 13,7% degli occupati è impiegato dalle amministrazioni pubbliche. In Francia questo rapporto sale al 19,7%, in Spagna al 16,9% e nel Regno Unito al 16,4%. Solo la Germania ha un rapporto inferiore al nostro: l’11,1%”, prosegue il Censis.

L’istituto fotografa anche la situazione anagrafica dei dipendenti della pubblica amministrazione: l’età media dei dipendenti pubblici sfiora i 50 anni: 6,5 anni in più rispetto alla situazione del 2001.

Grazie alle recenti stabilizzazioni del comparto scuola, però, è aumentata la quota del personale con meno di 5 anni di anzianità di servizio (il 25,8%).

Tuttavia, il Censis segnala che si tratta in genere di precari di lungo corso e “non di giovani immessi in un organico senilizzato”.

Attualmente il personale con 55 anni e oltre costituisce il 36,7% del totale e, fattore ancora più preoccupante, quello con meno di 35 anni è ridotto a circa il 10%, meno della metà rispetto al 2001. Anche l’anzianità di servizio media è aumentata: da 16,5 a 17,5 anni negli ultimi vent’anni. spiega il Censis.

Per quanto riguarda i costi del personale della Pa (166,8 miliardi di euro nell’ultimo anno, ovvero il 10% del Pil) questo è rimasto sostanzialmente inalterato nell’ultimo decennio.

Una veloce immissione di giovani preparati all’interno della Pa, fa notare il Censis, permetterebbe di assicurare l’ingresso di personale in possesso non solo delle competenze di base necessarie allo svolgimento della mansione, ma anche in possesso di competenze trasversali, quelle soft skills ormai imprescindibili negli ambienti lavorativi moderni, oltre a quelle digitali, conclude l’analisi del Censis.

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