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Dimissioni lavoratori della scuola: preavviso e decorrenza immediata, le regole

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Quanto preavviso serve per dare le dimissioni per i lavoratori della scuola e a cosa bisogna prestare attenzione.

Anche nel comparto scuola, per docenti e personale Ata, esiste l’istituto delle dimissioni volontarie. Per dimissioni si intende l’istituto con il quale il lavoratore della scuola manifesta l’intenzione di lasciare autonomamente il proprio posto di lavoro.

Come per la generalità dei lavoratori dipendenti, le dimissioni si collegano ad un altro istituto, che è quello del preavviso. In pratica, nella stragrande maggioranza dei rapporti di lavoro dipendenti, le dimissioni volontarie di un lavoratore possono essere presentate in un qualsiasi momento, ma devono contenere un periodo di preavviso. Vediamo quindi di approfondire tutto ciò che riguarda le dimissioni nel comparto scuola, dal preavviso alle eventuali dimissioni con decorrenza immediata.

Dimissioni scuola: il periodo di preavviso

Le dimissioni volontarie sono l’istituto con cui un lavoratore dipendente decide di uscire dal rapporto di lavoro che lo lega con il proprio datore di lavoro. In pratica, si tratta di un atto di recesso unilaterale dal contratto di lavoro.

Le dimissioni proprio per il carattere unilaterale che hanno, non necessitano di accettazione della controparte, cioè del datore di lavoro e quindi, nel caso della scuola, dell’Istituzione scolastica presso cui il dipendente è in servizio.

Il periodo di preavviso invece è quel lasso di tempo che divide la data di presentazione delle dimissioni, dalla data in cui materialmente si interrompe il rapporto di lavoro. Il preavviso è obbligatorio anche nella tipologia opposta di recesso unilaterale del rapporto di lavoro, cioè nel licenziamento.

Il periodo di preavviso per le dimissioni è necessario per permettere al datore di lavoro di poter sostituire il lavoratore dimissionario e far si che la perdita di un proprio lavoratore subordinato non vada ad incidere sulla attività lavorativa dello stesso datore di lavoro (calo di produzione, disattesa delle commesse ma anche cattedre vuote nel caso della scuola).

 Lavoro scuola: dimissioni, preavviso, cessazione dal servizio

Anche nel comparto scuola i lavoratori possono presentare le dimissioni volontarie. Ma in questo particolare comparto, esiste anche l’istituto della domanda di cessazione dal servizio che in genere scatta dal 1° settembre dell’anno successivo. Infatti il comparto scuola a differenza degli altri settori lavorativi, compresi gli altri comparti delle Pubbliche Amministrazioni, segue la durata dell’anno scolastico piuttosto che dell’anno solare lavorativo. Questo vale per esempio anche per il pensionamento di un lavoratore del comparto.

Nella scuola i lavoratori hanno la facoltà di presentare le dimissioni anche in corso d’anno e quindi, senza dover per forza di cose andare a rispettare le regole della domanda di cessazione dal servizio.

Quello che va sottolineato è che la decorrenza delle dimissioni  scatterà proprio dal 1° settembre dell’anno successivo come spiegato precedentemente. Pertanto, il lavoratore dipendente, anche se presenta le dimissioni con effetto immediato, dovrebbe teoricamente restare in servizio fino al primo settembre dell’anno successivo a quello in cui le ha rese.

Teoricamente dicevamo, perché il lavoratore che decide di cessare immediatamente il rapporto di lavoro con l’Istituzione scolastica di appartenenza, senza attendere il primo settembre, potrebbe subire alcune sanzioni disciplinari.

In primo luogo, potrebbe rientrare nella fattispecie di condotta sanzionabile che è quella di assenza senza giustificato motivo dal proprio posto di lavoro che nella scuola è ammissibile per massimo 3 giorni in un biennio o 7 giorni in un decennio. In questo caso potrebbe pure scattare quel meccanismo che viene chiamato di “decadenza”, con il Dirigente Scolastico che richiama di fatto all’ordine il dipendente e se quest’ultimo non risponde riprendendo servizio, può perdere il posto di lavoro proprio per decadenza, o addirittura per licenziamento disciplinare.

In linea di massima infatti, anche nella scuola si parla di periodo di preavviso soprattutto se le dimissioni sono rese durante l’anno scolastico e non chiedendo la cessazione dal servizio per l’anno scolastico successivo.

Per le dimissioni in corso d’anno occorre dare 2 mesi di preavviso per lavoratori dipendenti che con anzianità di servizio entro i 5 anni, 3 mesi per quelli con anzianità fino a 10 anni e 4 mesi per quelli ancora più anziani.

Il preavviso dovrebbe consentire al lavoratore di dribblare le sanzioni disciplinari, anche se in generale dovrebbe valere la regola dell’anno scolastico. Senza preavviso infine, si può incorrere anche in sanzioni di tipo pecuniario in base a quello che prevede il Contratto collettivo.

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