Dimensionamento: la scuola italiana chiude il 2012 nell’illegalità

di Lalla
ipsef

Ufficio Stampa Anief – 2.611 scuole soppresse illegittimamente nell’a.s. 2012/13: metà di esse (1.404) sono scuole dell’infanzia, primarie e circoli didattici, 2.375 nel primo ciclo di istruzione, 39 istituti professionali, 174 istituti tecnici e 23 licei.

Ufficio Stampa Anief – 2.611 scuole soppresse illegittimamente nell’a.s. 2012/13: metà di esse (1.404) sono scuole dell’infanzia, primarie e circoli didattici, 2.375 nel primo ciclo di istruzione, 39 istituti professionali, 174 istituti tecnici e 23 licei.

Quasi la metà dei tagli al Sud in Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, anche il Lazio a quota meno 300. La denuncia dell’Anief ai Presidenti di Regione dopo lo stralcio della nuova norma dalla legge di stabilità.

Lo aveva già denunciato alla stampa, lo scorso giugno, il presidente Marcello Pacifico con un commento a caldo della sentenza n. 147/12 della Consulta che cancellava la norma sul dimensionamento prevista dal c. 4, art. 19, della L. 111/11, colpevole di aver soppresso più di 2.500 istituzioni scolastiche senza il parere della Conferenza Stato-Regioni.

Persino, l’ARAN, sempre dopo un’articolata denuncia dell’Anief, è intervenuto il 22 novembre 2012 chiarendo che le RSU elette lo scorso marzo nelle scuole dimensionate rimarranno in carica per tutto il loro mandato, viste le novità normative previste proprio nel disegno di legge di stabilità (n. 5534) presentato ad ottobre dal Governo. Il comma 36 dell’art. 1, infatti, prendeva atto della decisione della Corte costituzionale e preannunciava una nuova intesa Stato-Regioni per l’attuazione di un nuovo dimensionamento in base al numero di 900 alunni per le scuole di ogni ordine e grado, precisando che valeva soltanto per l’a.s. 2012/13 quanto previsto dal c. 5, art. 19 dalla stessa L. 111/11 per le scuole superiori dove, peraltro, doveva essere disciplinata la reggenza e non la soppressione delle 236 scuole superiori censite dall’Anief.

Ora con la stralcio del comma dalla legge n. 228 del 24 dicembre 2012, il Presidente nazionale dell’Anief e delegato Confedir alla Scuola ritorna alla carica e di fronte all’illegittima organizzazione delle scuole autonome nel territorio, chiede ai Presidenti delle Regioni e agli Assessori competenti un incontro urgente con i propri referenti regionali per sapere quando saranno annullati i recenti decreti di rideterminazione della rete scolastica.

Il momento è particolarmente delicato perché dal 21 gennaio al 28 febbraio 2013 si riaprono le preiscrizioni degli studenti alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado proprio per l’anno scolastico 2013/2014. Se la scuola rimarrà nell’illegalità, sarà necessario ripercorrere quella via giudiziaria il cui iter era stato sospeso lo scorso autunno in virtù delle nuove regole che sembrava dovessero essere approvate.

Bisogna ricordare, infatti, che a seguito di questo illegittimo dimensionamento sono saltate anche numerose direzioni-presidenze e sono stati dichiarati in esubero diversi direttori di servizi generali e ammnistrativi, mentre sono state sconvolte le graduatorie interne d’istituto e sono stati cancellati più di mille posti in organico Ata. Non si può ignorare, infine, come la metà dei tagli riguardi proprio quel primo ciclo di istruzione che è stato già ferito dalla riforma Gelmini con l’introduzione del maestro unico, la cancellazione dell’insegnante specialista di lingua inglese, la riduzione dell’orario di lezione e del tempo pieno e prolungato: non è un caso se nell’ultimo rapporto i nostri studenti delle scuole materne ed elementari da primi si sono ritrovati al fondo delle classifiche internazionali.

Il comma 36, art. 1, stralciato
36. All’articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5, la parola: «Alle» è sostituita dalle seguenti: «Nell’anno scolastico 2012/2013, alle»;
b) al comma 5-bis, le parole: «A decorrere dall’» sono sostituite dalla seguente: «Nell’»;
c) dopo il comma 5-bis è inserito il seguente: «5-ter. A decorrere dall’anno scolastico 2013/2014, i criteri per l’individuazione delle istituzioni scolastiche ed educative sede di dirigenza scolastica e di direttore dei servizi generali e amministrativi sono definiti con accordo tra il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le regioni in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, fermi restando gli obiettivi finanziari di cui ai commi 5 e 5-bis del presente articolo.

La motivazione del Governo

Il comma 36 limita solo all’anno scolastico 2012/2013 il divieto, previsto dall’articolo 19 del decreto-legge n. 98 del 2011, di assegnare dirigenti scolastici nonché il posto in via esclusiva di direttore dei servizi generali ed amministrativi alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ovvero site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Conseguentemente, si prevede che a decorrere dall’anno scolastico 2013/2014 i criteri per l’individuazione delle istituzioni scolastiche ed educative sede di dirigenza scolastica e di direttore dei servizi generali ed amministrativi sono definiti con accordo tra il Ministero e le regioni in Conferenza unificata. Tale previsione si rende necessaria per dare completa applicazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 147 del 7 giugno 2012, che ha dichiarato incostituzionale il comma 4 dell’articolo 19 decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, relativo alla generalizzazione degli istituti comprensivi che dovevano essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 in particolari zone (montane e piccole isole), chiarendo che lo Stato non può dettare norma di dettaglio in materia di dimensionamento delle rete scolastica, di competenza regionale, ma può solo fissare norma generale per il contenimento della spesa stabilendo degli obiettivi da raggiungere.

I tagli per ordine e tipo di scuola

Scuole del primo ciclo d’istruzione
512 sedi di organico
312 istituti comprensivi

188 scuole primarie
128 scuole infanzia
147 scuole medie
1.088 direzioni didattiche

30 centri territoriali

Scuole secondarie superiori
39 istituti professionali

84 istituti superiori
47 tecnici commerciali
24 tecnici industriali
2 tecnici nautici
3 tecnici soci
1 tecnico geometra
5 tecnici turistici
6 istituti arte
2 istituti magistrali

9 licei artistici
4 licei classici
10 licei scientifici

I tagli per regione

368 CAMPANIA
360 SICILIA
354 PUGLIA
307 LAZIO
300 CALABRIA

183 LOMBARDIA
122 VENETO
110 PIEMONTE
105 SARDEGNA
104 ABRUZZO

59 MOLISE
54 TOSCANA
51 LIGURIA
46 FRIULI
45 BASILICATA
41 EMILIA ROMAGNA
17 UMBRIA

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