Dimensionamento scolastico, scuole che che non raggiungono numero minimo di alunni vanno in reggenza. Risposta del Ministero

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Fra le ultime interrogazioni parlamentari al Ministro dell’Istruzione c’è quella senatrice Maria Grazia Pagano (Partito socialista europeo) relativa al numero minimo di alunni richiesto per l’assegnazione alle scuole di dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato.

La senatrice ha chiesto al Ministro “se non ritenga di adottare iniziative per modificare il decreto ministeriale n. 157 del 14 maggio 2021 posto che per l’interrogante esso reca disposizioni non conformi con quanto previsto dalla legge n. 178 del 2020, cagionando un ingiusto pregiudizio agli istituti scolastici interessati, cui verrà assegnato un dirigente titolare di incarico presso altre istituzioni. 

Il Ministro Bianchi ha risposto: “il numero minimo di alunni necessario affinché alle istituzioni scolastiche possano essere assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Si passa da 600 a 500 unità, ovvero da 400 a 300 unità per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche. Conseguentemente, le istituzioni scolastiche che non raggiungono il numero minimo di alunni indicato sono conferite, in reggenza, a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche, alle stesse non può essere assegnato in via esclusiva neppure un posto di direttore dei servizi generali ed amministrativi“.

l’amministrazione per garantire l’assegnazione di un dirigente scolastico o direttore dei servizi generali e amministrativi titolare, prende in considerazione le istituzioni scolastiche normodimensionate che ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 233 del 1998 e ai sensi del nuovo disposto normativo del citato comma 978 mantengono tale caratteristica per tutto il triennio 2021/2024. Ciò al fine di poter stabilizzare i dirigenti scolastici e di poter fare accedere loro alla mobilità interregionale sui posti di cui in argomento con inizio dell’incarico dall’anno scolastico 2021/2022. In caso contrario, difatti, non potrebbe essere conferito l’incarico triennale“. 

Pertanto, “l’amministrazione non conferisce incarichi di titolarità ai dirigenti scolastici e ai direttori dei servizi generali e amministrativi nelle istituzioni scolastiche nelle quali manchi il requisito della stabilità, quali normodimensionate, nel triennio 2021/2024; tali istituzioni scolastiche vanno, quindi, assegnate in reggenza ai dirigenti scolastici e ai direttori dei servizi generali e amministrativi titolari in altre istituzioni“. 

Inoltre, “le istituzioni scolastiche da ultimo richiamate non sono tenute in considerazione dall’amministrazione ai fini della determinazione del contingente per le immissioni in ruolo di dirigenti scolastici. La limitata validità del normodimensionamento prevista dalla legge e dalla copertura finanziaria circoscritta all’anno scolastico di riferimento comporta che le stesse istituzioni scolastiche difficilmente possano essere ricomprese nel computo delle sedi disponibili per i trasferimenti interregionali”. 

Il Ministero – conclude la riposta all’interrogazione – mantiene costante ed elevata l’attenzione sulla disciplina del dimensionamento della rete scolastica, oggetto di proposte emendative anche al cosiddetto decreto «sostegni bis» – alcune delle quali fortemente sostenute dal Ministero – che tuttavia, non sono state approvate in quanto la copertura del provvedimento in questione non ha permesso di finanziare misure a regime“. 

 

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