Dimensionamento scolastico, in Veneto tagli alle scuole, ma Donazzan precisa: “Questa non è una penalizzazione, ma un efficientamento dell’offerta formativa”

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Il Veneto emerge come la prima regione italiana ad attuare significativi tagli nel settore dell’istruzione, seguendo le direttive del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Come segnala La Repubblica, la giunta regionale ha approvato un piano che prevede la riduzione degli istituti autonomi da 592 a 550 entro il 2026-2027. La mossa segue un trend nazionale di ridimensionamento scolastico, con un totale di 700 scuole previste in meno in Italia.

L’approccio adottato prevede che gli istituti con meno di 900 studenti perderanno l’autonomia e le figure dirigenziali. Questa riorganizzazione risponde all’esigenza di contenimento della spesa delineata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tuttavia, il Ministro Valditara difende la decisione attribuendola al calo demografico, suggerendo che la mancanza di investimenti in un sistema scolastico più efficiente potrebbe essere un deterrente alla natalità.

L’assessora Donazzan descrive il piano come un “efficientamento” che non penalizza ma razionalizza il sistema, conservando l’autonomia scolastica in luoghi disagiati. Un esempio è l’istituto di Forno di Zoldo a Belluno, che mantiene la sua autonomia nonostante il basso numero di studenti. L’approccio è visto come un bilanciamento tra tagli e mantenimento di servizi essenziali.

La provincia di Padova affronterà la riduzione di sette scuole autonome, con la scomparsa di alcune scuole dell’infanzia, primaria e media.

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