Dimensionamento istituti, c’è la deroga per le classi del Sud: salva l’attività ordinaria. Esulta Anief che ha proposto l’emendamento al DL Caivano: fondamentale non sdoppiare o cancellare sedi scolastiche e posti di docenti e Ata

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Buone notizie in arrivo per la scuola italiana: nel testo coordinato del DL 123 del 2023, il cosiddetto decreto Caivano, convertito definitivamente in legge dalla Camera pochissimi giorni fa e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è presente anche un emendamento che prevede la deroga al nuovo dimensionamento delle classi del Sud per cercare di salvare l’attività ordinaria e nel contempo gli organici del personale scolastico.

Si tratta di un emendamento proposto dal sindacato autonomo Anief e presentato a prima firma dalla senatrice Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia) dopo la mozione approvata dall’assemblea regionale siciliana nella primavera scorsa. L’emendamento approvato con la versione definitiva del decreto prevede non solo le deroghe al dimensionamento da attuare per le classi del Sud, ma anche il raddoppio del punteggio da assegnare ai docenti ai fini della richiesta di mobilità e per l’introduzione di indennità al personale per la continuità didattica.

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha dichiarato alla rivista Orizzonte Scuola che è “fondamentale non sdoppiare gli istituti scolastici o, peggio ancora, cancellarli del tutto: mantenere l’offerta didattica su numeri ordinari ed evitare ulteriori contrazioni di organici, autonomia scolastica e sedi di presidenza è un risultato importante. Come sarebbe bene assicurare il bene degli studenti e degli alunni con le assunzioni a tempo indeterminato di tutti i precari storici, che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, collocandoli anche sulle cattedre vacanti in organico di fatto, oltre che – conclude Pacifico – prevedere delle specifiche indennità di sede per chi svolge l’attività in territori disagiati, come ristoro delle spese affrontate che in tempo di inflazione risultano sempre maggiori”.

IL TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 15 settembre 2023, n. 123 (in Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 216 del 15 settembre 2023), coordinato con la legge di conversione 13 novembre 2023, n. 159 (pag. 2), recante: «Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla poverta’ educativa e alla criminalita’ minorile, nonche’ per la sicurezza dei minori in ambito digitale.». (23A06292) (GU Serie Generale n.266 del 14-11-2023)

LA DEROGA SUL DIMENSIONAMENTO DELLE CLASSI

Di seguito la modifica approvata al DL 15 settembre 2023, n. 123 “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale”.

Dopo l’articolo 10 è inserito il seguente: «Art. 10-bis. – (Abolizione del limite numerico minimo di alunni per classe nelle istituzioni scolastiche del Mezzogiorno – “Agenda Sud”) – 1. A decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, i dirigenti degli uffici scolastici regionali di cui all’articolo 75, comma 3, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, con riferimento alle istituzioni scolastiche ed educative del primo e del secondo ciclo di istruzione site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche, nei contesti di disagio giovanile o caratterizzate dalla presenza di alunni con fragilità negli apprendimenti, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia, Calabria, Sardegna e Sicilia, possono derogare al numero minimo di alunni per classe previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, nei limiti dell’organico dell’autonomia assegnato a livello regionale. All’attuazione del comma 1 si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

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