Diffusione wi-fi nelle scuole, va fermata. Lettera

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Sento sempre più spesso parlare di diffusione del wi-fi nelle scuole di ogni ordine e grado. Ancora pochi giorni fa, nell’ambito di un incontro formativo, la relatrice si rallegrava di quanto fossero utili i fondi europei per fare cose come il wi-fi nelle scuole.  

Si tratta di una pratica che va fermata, soprattutto in presenza di bambini e bambine: il wi-fi è una tecnologia notoriamente non sicura.

Per fare alcuni esempi: l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha ritenuto un potenziale cancerogeno l’esposizione al wi-fi. La American Academy of Environmental Medicine (associazione internazionale di medici e scienziati) ritiene che l’esposizione al wi-fi possa causare danni alla salute.

E tenete conto che sono in gioco enormi interessi economici che spingono per una rappresentazione del wi-fi, dei cellulari, dei ripetitori della telefonia come tecnologie “salutari”.

Se non altro il principio di precauzione dovrebbe imporre di disattivare i wi-fi dalle scuole e invece accade che il wi-fi si diffonda sempre più e ovunque, nella sostanziale indifferenza collettiva.

Certo, le battaglie da condurre per tutelare la salute sono solo quelle che portano profitti al medical industrial complex (vedi obblighi vaccinali), ciò che invece può potenzialmente limitare i profitti deve essere sopportato in silenzio dalla popolazione.

Per il Comitato Organico Potenziamento (gruppo Facebook)

Alessandro Negroni

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