Difficoltà nell’inizio dell’anno scolastico a Firenze: eccessivo ricorso ai supplenti, troppi precari e insegnanti di sostegno non specializzati

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La Federazione UIL Scuola RUA di Firenze, rappresentata dal Segretario Cristiano Di Donna, esprime profonda preoccupazione riguardo alle difficoltà riscontrate già ad inizio anno scolastico nella città ed in tutta la provincia.

Gli studenti oggi a scuola sono circa 21.800 nella scuola dell’infanzia, 41.200 quelli della primaria, 27.300 i ragazzi alle medie e 43.350 gli studenti alle superiori.

A questi ragazzi, che ricordiamo sono il futuro della nostra città, va garantito una corretta gestione delle lezioni e un’attenzione adeguata alle esigenze individuali non lasciando indietro nessuno, in modo particolare i ragazzi con diversa abilità. Allo stato attuale delle cose sono oltre il 70% i docenti di sostegno non specializzati che operano con grande dedizione ma senza titolo e quindi senza un percorso di formazione adeguato. Proprio su questo tema a livello nazionale è partita un’iniziativa forte per abolire il numero chiuso per l’accesso alla specializzazione su sostegno, come primo passo per risolvere l’annosa questione. Infatti, abolendo il numero chiuso si garantirebbe un numero adeguato di insegnanti specializzati a sostegno degli studenti bisognosi.

Anche quest’anno le dotazioni organiche, quindi le persone che lavorano nelle scuole fiorentine, sono inadeguate rispetto al reale fabbisogno. Parliamo di carenza cronica sulla questione del personale Ausiliario Tecnico e Amministrativo (ATA) dove siamo in prima linea nel cercare di ottenere più persone a lavorare per garantire un servizio essenziale per l’organizzazione delle attività logistiche e amministrative all’interno delle scuole.

Per non parlare poi del problema storico, ribattezzato “supplentite”, ovvero l’eccessivo ricorso a insegnanti supplenti con tutte le conseguenti problematiche legate al fenomeno.

Sono infatti più di tremila i docenti precari chiamati a fare i supplenti e così come più volte da noi evidenziato molti, essendo lavoratori che provengono da altre regioni, ancora in cerca di una casa ad un prezzo accettabile. Altro aspetto molto critico da non sottovalutare. Uno dei motivi principali della rinuncia al lavoro nella scuola è quello dei costi di vita troppo alti rispetto a stipendi fermi da anni ed inadeguati.

In conclusione, questi fattori stanno compromettendo seriamente il regolare svolgimento delle attività didattiche e amministrative nelle scuole fiorentine, impoverendo il concetto di scuola come luogo di crescita, apprendimento e coesione sociale. Noi continueremo a rappresentare gli interessi dei lavoratori della scuola, degli studenti e delle famiglie. Chiediamo a tutti di prendere seriamente in considerazione queste problematiche e di supportarci nell’agire tempestivamente per garantire una agognata normalità.

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