“Difficoltà a pagare gli affitti e le bollette. I docenti che lavorano al Nord penalizzati fortemente”. L’appello del CNDDU

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Il caro vita nelle città del Nord è una delle anomalie della scuola italiana che gli insegnanti devono affrontare. A sottolineare il problema il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani.

Scrive il Coordinamento: “Nonostante avessimo già attenzionato la questione inerente al caro vita, risulta attualmente molto preoccupante l’andamento del costo della vita nelle città del Centro Nord.
Il fenomeno in questione trova riscontro nelle analisi economiche pubblicate quotidianamente dalle testate giornalistiche: difficoltà a pagare bollette, costo dei generi alimentari in continua crescita, aumento degli abbonamenti dei mezzi pubblici, degli affitti, incremento del prezzo dei biglietti inerenti ai mezzi di trasporto costituiscono addirittura un serio onere per lo svolgimento regolare della funzione del docente“.

Estremamente penalizzati e altamente discriminati sono i docenti di Diritto assunti dalla legge 107/2015, che subiscono il blocco della mobilità come nessun’altra classe di concorso da tantissimi anni. Tali insegnanti stanno pagando un prezzo elevatissimo, con una spesa annuale, calcolata su un periodo di nove anni, pari a circa 120 mila euro in media; la loro situazione potrebbe essere alleviata, semplicemente adottando un provvedimento normativo urgente, che sarebbe di grande utilità per la formazione degli studenti, in ragione della grave emergenza educativa a cui stiamo assistendo, come si evince dagli efferati e recenti fatti di cronaca con giovani protagonisti. Il provvedimento di cui si parla sarebbe indirizzato al naturale sblocco dei trasferimenti tramite un programma di sperimentazione per il miglioramento dell’offerta formativa in tema di legalità, articolato per il Centro Sud e per le aree a rischio dispersione e criminalità“, prosegue il CNDDU

Altro elemento di contestazione sono i criteri di valutazione adottati per la disciplina Educazione civica, considerati farraginosi e poco funzionali alla realtà dell’attuale sistema educativo italiano.
Il CNDDU vista l’urgenza e la criticità della questione sollevata chiede all’attuale Ministro dell’Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, e al presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, di valutare al più presto iniziative idonee ad una normalizzazione della situazione rilevata”, conclude.

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