Differenziare da ora con tecnologie e metodologie che abbiamo usato “una volta” in DaD. Ma con quale carico di lavoro? Docenti pagati in più?

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La maggioranza degli studi internazionali ha verificato con metodi scientifici che le tecnologie non portano di per sé un miglioramento alla didattica e all’apprendimento.
Durante la fase in DaD molti tra noi docenti hanno imparato ad usare tanti strumenti e hanno discusso e riflettuto sul loro uso in più occasioni.

Essi spariranno nel nulla o possono esser utili da ora in avanti a scuola, in particolare, per differenziare?

Le tecnologie a scuola

Le tecnologie a scuola, l’ho scritto anche in altri articoli, portano vantaggi, ma anche innumerevoli svantaggi, specie quando vengono usate in maniera meccanica e per svolgere attività che si possono svolgere senza di esse: come lo scrivere testi

 anche se scrivere su carta o al PC incide su competenze diverse legate alla strutturazione del pensiero.

Le tecnologie sono utili nella progettualità quando l’allievo è attivo e propositivo, ricerca liberamente i suoi temi e i nuclei integratori e li presenta al pubblico classe o li condivide al di fuori.

Hanno un plus valore vicino allo zero se docenti e allievi usano meccanicamente una LIM, se il docente mostra un filmato a caso o se l’allievo usa un gioco didattico sulla grammatica, anche se in questo caso con i feedback automatici in parte si differenzia.

Il rapporto in questione fornisce un quadro molto contrastato sul tema:

Rapporto sulla digitalizzazione nell’educazione

Fare finta che il digitale non esita non è una soluzione valida

Il digitale ci circonda e usarlo a scuola permette all’allievo di conoscerlo meglio, di controllarlo, usarlo a fini didattici e di limitare il rischio di essere solo dei consumatori usati dai motori di ricerca.

Differenziare

Le piattaforme e gli strumenti di comunicazione sincrona e asincrona che abbiamo usato nella fase di Dad possono comunque essere utili per varie ragioni, tanti dirigenti si attendono che aiutino nella differenziazione.

1. Per differenziare nelle classi sempre più eterogenee.

2. Per differenziare verso il basso o verso l’alto: allievi con BES o ad alto potenziale.

3. Per seguire allievi assenti per viaggi con la famiglia o per ragioni di salute come nel caso di malattie gravi: esempio forniamo i materiali sulla piattaforma e gli allievi rinviano le attività svolte.

4. Per lasciare traccia di quello che si fa anche per gli assenti di un giorno.

5. Per rendere trasparente anche di fronte alle nostre famiglie la nostra pianificazione mensile o annuale.

Per molti di tali punti è facile mettere in evidenza dei rischi evidenti.

Si può discutere a lungo cosa sia veramente utile o meno fare e dipende dal contesto e dalle persone, è indubbio però che il differenziare impone del lavoro in più per il docente.

Differenziare, ma senza obblighi

Non si può pretendere che tutti i docenti continuino a usare gli strumenti, né dire loro come utilizzarli.

Credo che alcuni li potranno usare in maniera proficua in alcuni contesti, altri no per scelte proprie, perché non riescono o perché posti di fronte a contesti sfavorevoli o a rischi indiscutibili.

La libertà del docente va tutelata in questa fase.

Non è necessario obbligare tutti a adottare gli stessi strumenti.

Al contrario, premiamo i docenti che fanno del lavoro in più: ad esempio quelli che sfruttano le tecnologie, che vi si specializzano e lo fanno volentieri.

Andrebbero compensati con sgravi orari o sul piano economico!

Certamente, vanno compensati così come tante altre colleghe e colleghi che sono preziose risorse in altri campi professionali. Forza!

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