Didattica: senza conoscenza non può esserci competenza. Lettera

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Mario Bocola – La conoscenza prescinde dalla competenza per cui se uno studente non sa come può imparare la competenza, ossia la capacità pratica e critica di sapersi muovere nel mare magnum della conoscenza?

Oggi si parla molto di didattica delle competenze che si sta dimostrando una colossale “boiata”, un qualcosa inventato dalla vituperata “Buona scuola” di conio renziano e gelminiano. La competenza non può essere acquisita senza la conoscenza, per cui se io non so come posso avere una competenza? La didattica della competenza, tuttavia, prescindendo dalla conoscenza dà, per scontato, che l’alunno sappia fare senza conoscere. Chissà.

Ecco come si spiega perché molti alunni non possiedono la conoscenza e nemmeno la competenza in quanto non sapendo non hanno la possibilità di saperle applicare. Con la “Buona Scuola” stiamo avendo una generazione di analfabeti e stiamo addirittura andando verso un analfabetismo di ritorno tutto rinnovato e abbellito dalla tecnologia che rende gli alunni tanti ebeti inghiottiti dagli smartphone e non sono toccati dalla più pallida idea di sapere il perché delle cose e, quindi, di conoscere cause ed effetti dei fenomeni storici, scientifici, matematici.

Spesso gli alunni svolgono i compiti senza imparare le regole e le applicano commettendo errori. Come si può svolgere un esercizio di grammatica, di matematica, di scienze senza aver prima imparato la regole per poi saperle applicare? Non si sa, è un mistero. Quando noi andavamo a scuola gli insegnanti ci spiegavano prima la regola e poi ci assegnavano l’esercizio da svolgere.

Si torna a ripetere che la competenza non può prescindere dalla conoscenza perché tutte e due camminano sullo stesso binario e si intersecano fra di loro, per la qualcosa l’una diventa complementare all’altra. E’ un errore pensare il contrario ossia che la competenza si possa acquisire senza la conoscenza, ma se la “Buona Scuola” vuole così allora possiamo affermativamente dire che la “Scuola è finita”, è morta, è sepolta.

La colpa è da additare alle tante riforme che hanno interessato il sistema scolastico italiano che non hanno fatto altro che destabilizzare, distruggere, frantumare, macinare, uccidere la scuola italiana e, di conseguenza, mercificare, svilire, annientare il sapere e con il sapere tutta la cultura in generale. Povera scuola, dove sei andata a finire? Noi vogliamo riabilitarti, ma la politica del nostro Paese non vuole, perché preferisce farci tutti ignoranti e manipolabili.

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