Didattica per competenze e formazione specifica per i docenti: verso la riforma degli istituti tecnici e professionali

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Con il decreto aiuti ter, appena approvato dal Governo, si introduce anche la riforma degli istituti tecnici e professionali, uno degli obiettivi stabiliti dal Ministro Bianchi all’interno delle riforme del Pnrr.

Fra le varie novità previste dalla riforma, c’è un punto che riguarda direttamente gli insegnanti, ovvero sul testo approvato in Consiglio dei Ministri c’è la “previsione di specifiche attività formative destinate al personale docente degli istituti tecnici, finalizzate alla sperimentazione di modalità didattiche laboratoriali, innovative, coerentemente con le specificità dei contesti territoriali, nell’ambito delle attività previste ai sensi dell’articolo 16-ter del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59 e dell’articolo 1, comma 124, della legge 13 luglio 2015, n. 107, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica;”

Pertanto, la riforma prevede che gli insegnanti delle scuole tecniche e professionali dovranno sostenere una formazione ad hoc per quanto riguarda la sperimentazione didattica.

A proposito di didattica, il testo di riforma, a proposito dei una ridefinizione dei profili dei curricoli vigenti, prevede: “valorizzare la metodologia didattica per competenze, caratterizzata dalla progettazione interdisciplinare e dalle unità di apprendimento, nonché aggiornare il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente e l’incremento degli spazi di flessibilità. Con decreto del Ministro dell’istruzione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono conseguentemente definiti gli specifici indirizzi e i relativi quadri orari, nel rispetto dei criteri di cui al presente articolo, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“.

La didattica per competenze, tanto osteggiata da una parte del mondo della scuola, dunque viene incentivata per quanto concerne la riforma degli istituti tecnici e professionali.

D’altronde, lo stesso Ministro Bianchi non ha mai nascosto che si tratta di un tema a lui caro. Secondo Patrizio Bianchi è necessario per “favorire lo sviluppo di una didattica per competenze, di tipo collaborativo ed esperienziale, per consentire una maggiore personalizzazione dei processi di apprendimento degli studenti, in considerazione delle loro specifiche esigenze“.

Il titolare di Viale Trastevere, aggiunge:“occorrerà valorizzare ogni strumento, a partire dai materiali didattici tradizionali e dei libri di testo, rispetto ai quali costituirà impegno specifico del Ministero fornire alle scuole indicazioni e strumenti diretti a favorire le migliori scelte adozionali e l’individuazione delle più efficaci metodologie per la costruzione di materiali didattici”.

Istituti tecnici superiori e professionali, nasce l’osservatorio per l’istruzione tecnica. Le novità del Decreto Aiuti ter [scarica BOZZA in PDF]

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