03 Agosto 2020 - Aggiornato alle 22:17

Didattica e tecnologia. Tablet utili per l’inclusione dei DSA, ma ancora troppo pochi nelle scuole

L’università Cattolica di Milano ha condotto un’indagine sull’utilità dei tablet nella didattica e i risultati sono positivi non solo per l’apprendimento ma anche per l’inclusione di studenti stranieri e disabili.

L’università Cattolica di Milano ha condotto un’indagine sull’utilità dei tablet nella didattica e i risultati sono positivi non solo per l’apprendimento ma anche per l’inclusione di studenti stranieri e disabili.

L’indagine è partita nell’ottobre del 2013 ed è stata condotta su un campione di 199 genitori, 157 docenti (64% donne e 36% uomini) e 16 dirigenti scolastici.
Le scuole coinvolte sono state 25 tra primarie e secondarie di tutta Italia.

Secondo la ricerca il tablet è servito per sostenere l’apprendimento di conoscenze e metodi spendibili nella didattica (18,42% dei rispondenti), produrre strumenti e materiali in classe (11,62%), aumentare la motivazione degli studenti (10,53%), recuperare materiali/contenuti utili per l’attività didattica con gli alunni (7,24%), ricevere supporto nella progettazione del percorso (6,38%), confrontarsi e collaborare tra colleghi (5,92%).

Se il tablet è utile per l’apprendimento, non va però usato per sostituire la didattica, ma per affiancarla: il 35,49% degli insegnanti le attribuiscono il ruolo di aggregante per l’inclusione di studenti stranieri (60%) e diversamente abili (80%). Secondo i docenti la tecnologia rende gli studenti maggiormente responsabili (46%) e può incidere anche sul rendimento (46%) e l’aggregazione (58%).

Per i genitori intervistati, il tablet serve soprattutto “a fare squadra” in classe (53,68% del campione), il 23,44% ritiene che la tecnologia aiuterà i figli ad acquisire competenze diverse o a beneficiare (23,25) di una didattica innovativa.

La ricerca è stata confermata da un’altra indagine condotta su 400 studenti, coordinata dalla ASL Roma D,che ha sperimentato il tablet EdiTouch e dimostrato come i ragazzi dislessici e DSA, studiando con questo tipo di tablet, sono meno stressati, più autonomi e più sereni nello svolgere le attività di studio rispetto agli anni precedenti. Inoltre dal punto di vista didattico,oltre il 70% di ogni gruppo (insegnanti, alunni e perfino i genitori) ha riconosciuto la maggior efficacia di questo strumento rispetto agli altri dispositivi compensativi tradizionali su PC.

Purtroppo i tablet nelle scuole sono molto pochi, meno di uno per istituto in media (14.000 in tutto), secondo una ricerca di Skuola.net. Tra l’altro la riforma della scuola di Renzi, la Buonascuola ne parla alla larga citando “meno hardware, più banda larga e più formazione ai docenti”.

Le scuole statali inoltre che ne fanno uso, non spendono molto preferendo modelli low cost come Android,Samsung o  marche minori (l’80 per cento usa modelli Android e il 20 per cento l’iPad di Apple), mentre le paritarie usano per lo più iPad.