Didattica distanza: trattamento dati, scelta piattaforme e valutazione di impatto. Testo del Garante

Didattica a distanza, consenso trattamento dati e valutazione di impatto. Cosa dice il testo del provvedimento del Garante per la protezione dei personali del 26 marzo.

Didattica a distanza

L’attivazione della didattica a distanza, inizialmente obbligatoria per i dirigenti scolastici, deve adesso essere garantita anche dai docenti, come prevede il decreto legge dell’8 aprile 2020.

Diversi gli interrogativi riguardanti l’uso delle piattaforme online, in relazione al trattamento dati degli alunni e alla loro privacy.

Ai suddetti interrogativi ha risposto il Garante con le indicazioni del 26 marzo, di cui abbiamo già parlato. Ricordiamo cosa prevedono e pubblichiamone il relativo testo.

No consenso trattamento dati

Le scuole e le università sono autorizzate a trattare i dati, anche relativi a categorie particolari, di insegnanti, alunni (anche minorenni), genitori e studenti – scrive il Garante al punto 1 –  funzionali all’attività didattica e formativa in ambito scolastico, professionale, superiore o universitario (art. 6, parr. 1, lett. e), 3, lett. b) e 9, par. 2, lett. g) del Regolamento e artt. 2-ter e 2-sexies del Codice).

Pertanto, leggiamo ancora nel testo, non deve essere richiesto a docenti, alunni, studenti e genitori uno specifico consenso al trattamento dei
propri dati personali funzionali allo svolgimento dell’attività didattica a distanza.

Quanto detto discende dal fatto che l’attività da svolgere, sebbene in modalità innovativa, è riconducibile alle funzioni istituzionalmente assegnate alla scuola.

Piattaforme da utilizzare

La scelta delle piattaforme da utilizzare spetta alle scuole che, al riguardo, devono tener conto:

  • del contesto e delle finalità del trattamento, nonché dei rischi per i diritti e le libertà degli interessati;
  • dell’adeguatezza rispetto alle competenze e alle capacità cognitive di alunni e studenti;
  • delle garanzie offerte sul piano della protezione dei dati personali.

Valutazione di impatto

La valutazione di impatto non è necessaria, se il trattamento effettuato dalle scuole, sebbene relativo a soggetti particolari quali minorenni e lavoratori, non presenta ulteriori caratteristiche che possano aggravare i rischi riguardanti i diritti e le libertà degli interessati.

Al riguardo viene riportato un esempio: non è richiesta la valutazione di impatto per il trattamento effettuato da una singola scuola (non, quindi, su larga scala) nell’ambito dell’utilizzo di un servizio on line di videoconferenza o di una piattaforma che non consente il monitoraggio sistematico degli utenti o comunque non ricorre a nuove soluzioni tecnologiche particolarmente invasive (quali, tra le altre, quelle che comportano nuove forme di utilizzo dei dati di geolocalizzazione o biometrici).

Il testo

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