Miozzo (Cts): “Far slittare la scuola di uno o due ore non sarebbe un gigantesco problema” [VIDEO]

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Si è tenuta al Senato l’audizione su impatto DDI – Didattica Digitale Integrata – sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti

Hanno parlato Agostino Miozzo, coordinatore del CtS; Patrizio Bianchi, già coordinatore del comitato di esperti presso il MI; Franco Locatelli, presidente del Css; Simona Argentieri, psicanalista.

Far slittare la scuola di un’ora, un’ora mezza, due ore, per gli studenti delle scuole superiori – ha poi spiegato – non dovrebbe essere un gigantesco problema benché possa creare dei problemi di gestione del personale della scuola – ha aggiunto – Noi crediamo che a livello locale questo sia un problema risolvibile con la concertazione del prefetto”. Così il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, parlando davanti alle Commissioni Istruzione e Sanità del Senato sull’impatto della Didattica Digitale Integrata sui processi di apprendimento e sul benessere psicofisico degli studenti.

Sulla questione dei prefetti, noi abbiamo supportato questa ipotesi considerando che il tema del trasporto locale, del monitoraggio delle aggregazioni e degli slittamenti degli orari in fondo devono trovare risposte a livello locale. Quindi noi auspichiamo e siamo confidenti che l’autorevolezza dei prefetti, che convoca i vari rappresentanti, possa trovare quelle soluzioni che in fondo se riflettiamo non sono poi così complicate”. Lo ha detto il coordinatore

Sin dal 18 di aprile abbiamo suggerito al governo una serie di indicazioni, che riguardavano tutti gli ambiti, incluso il problema dei trasporti. E nei mesi estivi abbiamo dato tutte quelle indicazioni per le strutture locali, per adattarsi a quelle indicazioni”, ha aggiunto Miozzo.

Io ritengo che non sia corretto sostenere l’ipotesi di una terza ondata collegata alla scuola. Il rischio non deriva tanto dalla riapertura il 7 gennaio delle scuole ma dai comportamenti non corretti che potrebbero avvenire, da oggi e per  tutto il periodo delle vacanze natalizie. La grande movimentazione delle persone all’interno del paese e quel desiderio genuino e comprensibile di incontrarsi tra famiglie potrebbe generare rischi importanti di innalzamento del picco”.

E ancora: “Le conclusioni a cui arriva Wired, sono frutto di una indagine incompleta, fatta dal ministero dell’Istruzione e prodotto di una ricerca che ha un obiettivo diverso rispetto ad una indagine dell’Iss. Noi del Cts validiamo solo le informazioni che ci derivano dall’Iss. E queste informazioni confermano che non ci sono elementi sostanziali che fanno vedere una modifica della trasmissione nell’ambito scolastico rispetto al resto della società”.

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