Didattica digitale, gli oculisti: “Lezioni a distanza affaticano vista, docenti permettano pause agli studenti ogni 20 minuti”

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La didattica a distanza adottata  per una grande parte degli alunni anche in questa seconda ondata di Covid-19 rischia effetti sulla vista dei ragazzi.

Ecco perché “gli insegnanti ogni 20 minuti dovrebbero invitare a interrompere la messa a fuoco da vicino e chiedere agli studenti di guardare in lontananza per un minuto prima di riprendere”. È il suggerimento che arriva da Matteo Piovella, presidente della Società oftalmologica italiana (Soi), in occasione del II Congresso digitale Soi in programma in modalità telematica da oggi 26 novembre a domenica 29.

Una parte del meeting sarà dedicata all’oculistica pediatrica e al peso delle lezioni via pc sulla salute visiva dei bambini.

“Quando si guarda il computer lo sguardo è fisso – ricorda Piovella – quindi l’ammiccamento, la chiusura delle palpebre, si riduce di 3 volte. Stare tante ore davanti al computer non danneggia l’occhio, ma crea difficoltà. L’impatto sui bambini è grande e l’utilizzo del computer può impattare sulla miopia”.

“Ricordo che la miopia si sviluppa dagli 8 ai 13 anni”, evidenzia lo specialista. “Nei Paesi asiatici quasi il 97% dei ragazzi di questa età sviluppa la miopia, mentre in Europa è il 65%.

“Come seconda indicazione”, per Piovella “è importante che i ragazzi passino dalle 2 alle 3 ore al giorno all’aria aperta, perché la luce del sole rispetto alla luce artificiale aiuta i nostri occhi. E per finire – conclude il numero uno della Soi – insegniamo ai bambini a non avvicinare troppo agli occhi la tecnologia digitale, cosi come le nostre mamme ci chiedevano di stare distanti dalla televisione”.

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