Didattica digitale, anche l’Unione Europea chiede le scuole aperte

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Il Parlamento europeo riconosce la sfida insita nella riapertura delle scuole e deplora la mancanza di coordinamento o scambio di migliori prassi a livello europeo”.

Si tratta del dossier sulla DDI, realizzato dalle Commissioni 7a e 12a del Senato, che valuta gli impatti della didattica a distanza sugli apprendimenti degli alunni, sulla loro salute psicofisica, sull’acuirsi delle disuguaglianze, sia dal punto di vista del Paese Italia, sia in ottica europea. 

Il ricorso alla DDI è connesso alla chiusura delle scuole e alla sospensione delle attività didattiche in presenza, che ha costituito una costante nelle decisioni riguardanti, soprattutto, la scuola secondaria di secondo grado. Su tale aspetto hanno avuto un forte impatto i provvedimenti regionali che, in particolare da novembre ad oggi, si sono susseguiti in merito al massiccio ricorso alla DDI e rispetto ai quali il contenzioso amministrativo generatosi poi ha offerto spunti ricostruttivi sull’effettività del diritto all’istruzione”. Si legge in premessa di documento.

Il Parlamento Europeo

Sull’argomento il Parlamento europeo:

  • sottolinea gli effetti negativi delle misure di confinamento sulla salute e sul benessere mentale dei discenti, unitamente allo stress connesso alla valutazione e ai voti, nonché all’isolamento dai coetanei;
  • invita tutti gli Stati membri a fare quanto necessario per garantire l’apprendimento in presenza per tutti;
  • riconosce la sfida insita nella riapertura degli istituti di istruzione e deplora la mancanza di coordinamento o scambio di migliori prassi a livello europeo;
  • invita la Commissione e gli Stati membri a collaborare strettamente per ridurre al minimo i rischi sanitari per il personale e per i discenti e per massimizzare la possibilità che l’istruzione in presenza possa continuare.

IL DOSSIER

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